
L'ultima giornata di George W. Bush in Medio Oriente è iniziata con una visita al memoriale dell'Olocausto di Yad Vashem, a Gerusalemme.
Accompagnato dal presidente israeliano Shimon Peres, dal primo ministro Ehud Olmert, dal presidente di Yad Vashem Tommy Lapid e dalle due responsabili degli esteri Condoleezza Rice e Tzipi Livni, Bush, ha ascoltato commosso una poesia scritta da Hanna Senech, paracadutata in Ungheria nel 1944 e fucilata dai nazisti: "Dio mio, Dio mio, che questa canzone non finisca mai....".
Bush, con il capo chino e gli occhi pieni di lacrime ha deposto una corona presso la fiamma eterna posta all’interno del memoriale e ha commentato: "Spero che se molti nel mondo verranno in questo luogo, sarà da ammonimento che il male esiste e che se il male viene individuato, bisogna resistergli".
"Di fronte ai tremendi crimini contro l'umanità - ha continuato - gli animi coraggiosi, giovani e vecchi, devono restare saldi davanti a ciò in cui credono".
La presenza di Bush è prevista in mattinata in Galilea per due altre tappe culturali e spirituali: un giro dei resti archeologici di Capernaum e una visita alla Chiesa delle Beatitudini eretta nel luogo dove Gesù avrebbe tenuto il Sermone della Montagna. Nel primo pomeriggio il presidente degli Stati Uniti la partenza da Israele alla volta del Kuwait.
Ieri sera ci sono stati momenti di suspense mentre, durante una cena offerta da Olmert, il segretario di stato Condoleezza Rice ha passato un biglietto al presidente degli Stati Uniti George Bush che le sedeva vicino. Dopo alcuni istanti di riflessione, Bush ha deciso di condividere con i commensali il contenuto del messaggio: "Mi dice di chiudere la bocca" ha precisato, fra le risate generali.
In precedenza Bush era entrato in modo pesante nei giochi politici israeliani, nel tentativo di persuadere i leader del partito laburista Ehud Barak, del partito Israel Beitenu Avigdor Lieberman e del partito Shas Ely Yishai a non lasciare la coalizione di governo guidata da Ehud Olmert.
"Sono a conoscenza - ha detto Bush - delle questioni che vengono discusse, anche da parte di persone che siedono qua con noi. Non voglio immischiarmi ma penso che Olmert sia un leader importante e che debba essere aiutato. Siamo in un periodo importante e decisivo. Non dobbiamo lasciarci sfuggire la occasione della pace. Se non lo faremo adesso, poi sarà tutto più difficile".
DEApress
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