La giunta militare al potere in Birmania ha decretato, senza preavviso, un aumento di 166 volte del canone di abbonamento annuale alla tv satellitare per ostacolare la libera informazione per evitare che la gente possa vedere servizi e notiziari dissidenti o internazionali.
I possessori di parabola e decoder, senza sapere nulla, si sono recati a pagare all'ufficio postale e si sono sentiti dire che invece dei soliti 6.000 kyat avrebbero dovuto pagare un improbabile milione di kyat, pari a circa 530 euro, circa tre volte il reddito annuale di un birmano medio.
Per molti dei 56 milioni di birmani, da 45 anni sotto una dittatura militare, le uniche fonti di informazione diverse da quelle di regime sono le emittenti satellitari internazionali come al-Jazira, la Cnn o la Democratic Voice of Burma (Dvb, Voce democratica della Birmania), un network di dissidenti birmani con base in Norvegia.
Un paese già sofferente da anni di dittatura rischia così il totale isolamento dalla vera informazione.
I possessori di parabola e decoder, senza sapere nulla, si sono recati a pagare all'ufficio postale e si sono sentiti dire che invece dei soliti 6.000 kyat avrebbero dovuto pagare un improbabile milione di kyat, pari a circa 530 euro, circa tre volte il reddito annuale di un birmano medio.
Per molti dei 56 milioni di birmani, da 45 anni sotto una dittatura militare, le uniche fonti di informazione diverse da quelle di regime sono le emittenti satellitari internazionali come al-Jazira, la Cnn o la Democratic Voice of Burma (Dvb, Voce democratica della Birmania), un network di dissidenti birmani con base in Norvegia.
Un paese già sofferente da anni di dittatura rischia così il totale isolamento dalla vera informazione.
Nicoletta Consumi - DEApress
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