il delfino dello Zar

Lunedì 03 Marzo 2008 14:06 Matteo Gazzarri
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A volte gli eventi sono solamente una conferma delle previsioni, così almeno è stato in Russia per le elezioni presidenziali dove si è registrata la scontata, scontatissima vittoria del ‘delfino dello zar’.

Dmitry Medvedev, erede scelto di Vladimir Putin, ha raccolto il 70,23 per cento delle preferenze, un risultato plebiscitario che lo incorona nuovo presidente della Russia Indipendente, il terzo nella storia del paese. Lo zar non sparisce di certo dala scena politica occupando il posto di primo ministro, il risultato quindi è un elezione che sa di mero gioco di scambio, dato che Medvedev era già vicepremiere, oltretutto il neoeletto ha immediatamente dichiarato che la ‘sua presidenza sarà una diretta continuazione’ di quella di Putin, restando fedele alla linee politiche portate avanti per otto anni dal suo predecessore.

 

Il nuovo leader ha 43 anni, piccolo di statura, volto simpatico e grande appassionato di rock, è nato a San Pietroburgo, che al’epoca si chiamava Leningrado, dove ha studiato legge ed è diventato avvocato, muove i primi passi nel mondo della politica alla vigilia del crollo dell’impero sovietico, quando affianca il sindaco della città natale Anatoli Sobchak. Dopo la nomina di Putin viene chiamato a Mosca per gestire l’apparato amministrativo del consiglio dei ministri e diviene capo di gabinetto aggiunto. Nel primo mandato dello zar, 2000-2004, diventa presidente della Gazprom, il colosso russo del gas, finchè nel novembre del 2005 Putin lo nomina vice premier, divenendo uno dei possibili candidati alla successione del presidente, assieme al ministro della difesa Ivanov.

 

Da ieri quest’uomo è il nuovo presidente della grande Russia, eletto con larghissimo consenso  durante votazioni che hanno registrato un 'ampia affluenza, circa il 65%.

Dall’Europa però arrivano delle denunce sulla correttezza delle elezioni di domenica. "Non è stato un voto equo - ha detto Andreas Gross, componente dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa - pensiamo che non ci sia stata libertà in queste elezioni", ma per fugare ogni dubbio su brogli e altra scorrettezze Gross aggiunge che "i risultati delle elezioni non sarebbero cambiati se nel corso del voto fossero state tenute presenti tutte le nostre raccomandazioni".

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 03 Marzo 2008 14:16 )