Peschereccio mazzarese ritorna

Lunedì 10 Marzo 2008 11:38 DEApress
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Ritorna a casa l'equipaggio del peschereccio mazzarese sequestrato nelle acque linternazionali o ibiche (secondo i governo libico) . Finisce dopo 38 giorni ‘l’imprevisto’ accaduto all’equipaggio del peschereccio di Mazara del Vallo "Vito Manciaracina", rimasto nelle mani delle autorità libiche di Tripoli. Il Peschereccio è stato sequestrato lo scorso 1 febbraio, a 45 miglia dalla costa.
Ma sembra che nelle ultime ore il leader libico Gheddafi in persona sia intervenuto per la loro liberazione: "in segno di amicizia nei confronti del Presidente del consiglio italiano Romano Prodi".
L'equipaggio del 'Manciaracina' - 8 uomini, tra cui tre italiani, quattro tunisini e un senegalese, e il comandante - non ha ancora ricevuto, i documenti di bordo e quelli di identità ritirati dalle autorità di Tripoli al momento del sequestro. Se Prodi si dice "contento", il ministro degli Esteri Massimo D'Alema è più prudente: "Abbiamo lavorato a lungo - ha detto - perché si arrivasse a questo risultato. Bisognerà attendere che la partita si chiuda; poi esprimeremo la nostra soddisfazione e il nostro ringraziamento alle autorità libiche".
Intanto, Prodi ha confermato che il leader libico ha voluto fare "un favore personale a me e mi ha pregato anche di dire ai pescatori di essere prudenti con la navigazione nelle acque territoriali. Ma questo è un altro aspetto". Inizialmente l'equipaggio era stato trasferito presso la Procura per crimini economici di Zawia e posto in stato di fermo per accertamenti. Il reato contestato era "pesca senza autorizzazione nelle acque territoriali libiche".
Dopo gli interventi da parte italiana, l'11 febbraio i marittimi erano stati rilasciati e condotti a bordo della loro imbarcazione, bloccata nel porto militare di Tripoli. E’ previsto per domani il loro rientro in Italia.
DEApress 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 11 Marzo 2008 15:38 )