Riportiamo il comunicato stampa di convocazione all'assemblea sulle fabbriche occupate in America Latina e sulle nazionalizzazioni in Venezuela il cui appuntamento è stato pubblicato nella "DEApress Agenda"
vedi a: https://wwww.deapress.com/eventlist/990.html
"Nonostante il silenzio dei mass media, i processi rivoluzionari in America Latina continuano a svilupparsi. In Brasile, tra l'8 e il 10 dicembre, quasi 700 delegati provenienti da 12 paesi diversi hanno partecipato all'incontro continentale delle fabbriche occupate. Di fronte all'incapacità del capitalismo di garantire condizioni di lavoro e di vita dignitose, di fronte a salari da fame e disoccupazione, tra i lavoratori sudamericani si diffonde l'idea di occupare le proprie fabbriche. E' già successo in Argentina, Bolivia, Brasile e Venezuela: in ogni azienda occupata la produzione viene controllata democraticamente dai lavoratori riuniti in assemblea di fabbrica.
I risultati sono stupefacenti. Una volta eliminata la fame di profitto del padrone, la produzione è cresciuta in quantità e qualità. Fabbriche in crisi hanno potuto assumere, i salari sono aumentati e gli infortuni quasi scomparsi. I lavoratori della Cipla (la fabbrica brasiliana che ha ospitato l'assemblea continentale) hanno deciso di ridursi l'orario di lavoro a 30 ore settimanali mantenendo il proprio salario e assumendo 70 nuovi lavoratori.
Mentre nelle aziende in mano ai padroni lavoriamo sempre di più, con meno diritti e salari inferiori, in un'azienda sotto il controllo dei lavoratori si riduce l'orario e si lavora meglio!
Il controllo sulla produzione da parte dei lavoratori assume un'importanza decisiva in Venezuela. Il presidente Chavez ha vinto nuovamente le elezioni con quasi il 63% dei consensi. Da tempo Chavez si è detto convinto della necessità di costruire il "Socialismo del secolo XXI". La vittoria elettorale non è che una tappa in questa direzione: proprio in questi giorni il presidente ha annunciato un piano di nazionalizzazioni dei settori fondamentali dell'economia. I lavoratori del Freteco (fronte delle aziende venezuelane occupate) sono la punta più avanzata di questo processo: la costruzione di una società dove la produzione sia controllata democraticamente dai lavoratori e indirizzata al benessere di tutti e non al profitto di pochi. In una parola: socialismo."
Davide Pinelli - DEApress
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
