Nel 2006, in Francia, su 85 mila motorini rubati solo l’8 per cento è stato ritrovato. Una percentuale comparabile a quella italiana. Le chances di ritrovare il proprio mezzo sono davvero esigue, ma possono aumentare se si è figli del ministro dell’interno nonché presidente del partito gollista di maggioranza e candidato alle elezioni presidenziali, Nicolas Sarkosy. Secondo Joaquim Masanet, segretario del maggiore sindacato di polizia, sono state svolte indagini particolarmente scrupolose per un furto di motorino. Tra queste la prova del DNA, solitamente utilizzata per crimini come stupri, rapine, omicidi. Rarissimo il suo impiego per i casi di furto di scooter. La procedura ha permesso di individuare, nel giro di una settimana, i colpevoli: due minorenni e un maggiorenne di Bobigny, città satellite nella periferia di Parigi. La vicenda diventa tema della campagna presidenziale. Il rappresentante del partito centrista, François Bayrou, afferma che oramai “viviamo nella Francia dei due pesi e due misure e questo caso è emblematico della disparità di trattamento che i cittadini ricevono da parte delle forze dell’ordine”. Laconico il commento di Sarkosy: “i poliziotti fanno il loro lavoro. Lasciate stare in pace i miei figli”.
Andrea Pardini, corrispondente da Parigi DEApress.