Precipita la crisi thailandese

Mercoledì 26 Novembre 2008 18:20
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Un uomo è rimasto ucciso negli scontri in corso a Chiang Mai, nel nord della Thailandia, tra manifestanti filo-governativi e dell'opposizione, che da ieri occupano l'aeroporto internazionale di Bangkok bloccando il traffico aereo. Dopo sei mesi di braccio di ferro fra il governo e l’opposizione, la crisi thailandese è precipitata e adesso intervengono i militari. Il capo delle forze armate, gen. Anupong Poachinda, ha chiesto oggi al premier Somchai Wongsawat di farsi da parte, di sciogliere il parlamento e di indire elezioni anticipate, precisando però che "non si tratta di un colpo di stato", e ha intimato ai manifestanti anti-governativi di sgomberare tutti i luoghi pubblici occupati. Il capo delle forze armate ha spiegato che un nuovo golpe militare, dopo quello che due anni fa destituì Thaksin Shinawatra, “non risolverebbe” l'attuale crisi politica, altrimenti “se un golpe potesse mettere fine ai disordini, lo farei”.

Poche ore prima dell'intervento del generale Poachinda, nei due aeroporti di Bangkok occupati dai manifestanti dell'opposizione thailandese c'erano state alcune esplosioni che hanno causato quattro feriti. Tre deflagrazioni si sono registrare nello scalo internazionale di Suvarnabhumi, dove una persona è rimasta ferita e tutti i voli sono stati sospesi. In un'altra esplosione avvenuta nel vecchio aeroporto di Don Muang, dove il governo ha una sede provvisoria, sono rimaste ferite tre persone. I militanti dell'Alleanza del Popolo per la Democrazia occupano tutto l'aeroporto internazionale di Bangkok, compresa la torre di controllo, e hanno respinto l'offerta di dialogo del governo fino a quando il premier Somchai Wongsawat non si dimetterà. Gli oltre 3mila passeggeri che si erano dovuti accampare in aeroporto per la notte - tra questi ci sono 50 italiani - sono stati trasferiti nella capitale.

 

Valentina Casini - DEApress

 

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