Genocidio Ruanda: condannato Bikindi

Martedì 02 Dicembre 2008 21:17
Stampa

Simon Bikindi, uno dei più famosi cantanti ruandesi, è stato condannato a 15 anni di prigione per istigazione alla violenza durante il genocidio del 1994. Bikindi è accusato di aver incitato il genocidio che sconvolse il Ruanda: in meno di 100 giorni 800.000 persone, in stragrande maggioranza di etnia tutsi, furono trucidate.

Il Tribunale internazionale per i crimini in Ruanda, con sede in Tanzania, ha condannato Bikindi per un suo intervento pubblico nel giugno 1994 in cui incitava gli hutu a uccidere i tutsi. La pubblica accusa aveva chiesto il carcere a vita per il cantante, ma cinque tra i principali capi d'accusa sono stati derubricati dalla Corte. Nel corso del processo, iniziato nel settembre 2006, Bikindi si è sempre dichiarato innocente e ha negato di aver usato la sua musica per incitare alla violenza. Pur riconoscendo il carattere incendiario di alcune delle sue canzoni, la corte ha sottolineato che la loro composizione risale a prima del 1994, periodo fuori dalla competenza del Tribunale.

Bikindi era stato catturato nel 2001 in Olanda, dove aveva trovato rifugio. Probabilmente finirà di scontare la pena non all’Ictr ma in Ruanda. L'Ictr, creato alla fine del '94, finora ha pronunciato 30 condanne e cinque assoluzioni. I suoi lavori, accusati con forza da molte parti, innanzitutto il Ruanda, di essere lenti e costosi, dovrebbero concludersi alla fine di quest'anno, ma l'Onu potrebbe prolungarne il mandato.

 

Valentina Casini - DEApress

 

Share