in Cile è il momento delle domande

Mercoledì 03 Marzo 2010 10:51
Stampa

Le immagini di migliaia di persone che cercano disperatamente di sopravvivere dopo la tragedia, aspettando un aiuto che non si sa quando arriverà, ricordano l’uragano Katrina. Come in quel caso, le vittime vengono trattate come colpevoli.

La giornalista cilena Alejandra Matus è molto critica verso il modo in cui le autorità e i mezzi di comunicazione stanno gestendo la tragedia. “È vero che la scossa è stata una delle più forti degli ultimi anni, ma com’è possibile che sia così facile trasferire i soldati per strada e tanto difficile portare, con la stessa celerità, acqua e cibo? Chi e perché ha dato istruzione alle persone che si trovavano sui colli della cittadina marittima di Dichato di tornare nelle loro case poco prima che arrivasse lo tsunami?”.

E soprattutto: “Com’è possibile che alcuni edifici moderni e antisismici sono crollati mentre altri più antichi sono rimasti in piedi? Perché alcune opere come strade e aeroporti costruite dai privati sono andati giù mentre le strutture pubbliche hanno resistito?”.

“Perché i mezzi d’informazione si stanno occupando del dopo tragedia come se si trattasse di una grande operazione di polizia e di uno show televisivo, mettendo al centro dell’attenzione un paio di delinquenti che hanno rubato una lavatrice invece di parlare di migliaia di persone che cercano di sopravvivere senza acqua, luce e soprattutto senza aiuti? Come era successo con Katrina, le vittime vengono usate come strumento per creare uno spettacolo intorno alla tragedia”.

Il Daily Telegraph si occupa invece delle conseguenze scientifiche del terremoto: “Secondo lo scienziato della Nasa Richard Gross, il sisma di magnitudo 8,8 sulla scala Richter che ha colpito il centro del Cile potrebbe avere prodotto dei cambiamenti nella rotazione terrestre. Gross ha calcolato che il terremoto ha spostato la linea dell’asse terrestre di circa 76 millimetri”.

La durata di una giornata terrestre, inoltre, potrebbe ridursi di circa 1,26 microsecondi. Comunque meno del terremoto che ha generato lo tsunami del Pacifico nel 2004: in quel caso la durata della giornata si era ridotta di 6,8 microsecondi.

Tratto da www.internazionale.it

Share