Napolitano non firma il ddl sul lavoro

Mercoledì 31 Marzo 2010 13:43 Fabrizio Cucchi
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Il sito www.rassegna.it riporta la notizia che il presidente della Repubblica, G. Napolitano, non avrebbe firmato il ddl del governo sul lavoro (nel quale veniva definita la proposta sull'arbitrato -ossia la discussa legge che consentiva un'aggiramento dell'art.18 dello Statuto dei lavoratori) e avrebbe rimandato il testo alle Camere. la suddetta fonte riporta anche  una nota diffusa oggi dal Quirinale in cui si legge: “Il Capo dello Stato è stato indotto a tale decisione dalla estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni - con specifico riguardo agli articoli 31 e 20 - che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale”. [...] “Ha perciò ritenuto opportuno un ulteriore approfondimento da parte delle Camere, affinchè gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale”.
Fabrizio Cucchi, DEApress

Il sito www.rassegna.it riporta la notizia che il presidente della Repubblica, G. Napolitano, non avrebbe firmato il ddl del governo sul lavoro (nel quale veniva definita la proposta sull'arbitrato -ossia la discussa legge che consentiva un'aggiramento dell'art.18 dello Statuto dei lavoratori) e avrebbe rimandato il testo alle Camere. la suddetta fonte riporta anche  una nota diffusa oggi dal Quirinale in cui si legge: “Il Capo dello Stato è stato indotto a tale decisione dalla estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni - con specifico riguardo agli articoli 31 e 20 - che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale”. [...] “Ha perciò ritenuto opportuno un ulteriore approfondimento da parte delle Camere, affinchè gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale”.


Fabrizio Cucchi, DEApress

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