La procura della repubblica di Caltanissetta sta indagando sulla possibile partecipazione di apparati deviati dei servizi segreti nella strage di via d'Amelio in cui morì Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.
A coordinare l'inchiesta è il procuratore aggiunto Renato Di Natale: secondo l'ipotesi della procura alcuni agenti dei servizi segreti avrebbe avuto un ruolo nell'attentato.
Questa pista viene ripresa dopo la sua archiviazione. A far riflettere i magistrati sono alcuni elementi che riemergono nell'inchiesta: ci sono state condanne solo per gli esecutori materiali dell'attentato ma mai per i mandanti. Inoltre, assume rilevanza la "presenza anomala" di un poliziotto in via d'Amelio subito dopo l'esplosione: l'uomo - identificato dai magistrati - prima della strage era in servizio a Palermo ma venne trasferito a Firenze dopo che i colleghi avevano scoperto da alcune intercettazione che l'uomo aveva riferito "all'estero" i nomi di altri poliziotti che stavano indagando su un traffico di droga.
A coordinare l'inchiesta è il procuratore aggiunto Renato Di Natale: secondo l'ipotesi della procura alcuni agenti dei servizi segreti avrebbe avuto un ruolo nell'attentato.
Questa pista viene ripresa dopo la sua archiviazione. A far riflettere i magistrati sono alcuni elementi che riemergono nell'inchiesta: ci sono state condanne solo per gli esecutori materiali dell'attentato ma mai per i mandanti. Inoltre, assume rilevanza la "presenza anomala" di un poliziotto in via d'Amelio subito dopo l'esplosione: l'uomo - identificato dai magistrati - prima della strage era in servizio a Palermo ma venne trasferito a Firenze dopo che i colleghi avevano scoperto da alcune intercettazione che l'uomo aveva riferito "all'estero" i nomi di altri poliziotti che stavano indagando su un traffico di droga.
Davide Pinelli - DEApress
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