De Zordo contro De Siervo

Mercoledì 15 Novembre 2006 01:25 Giulio Gori
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Firenze - Domenica mattina scorsa il Movimento di Lotta per la Casa ha rivendicato l’occupazione di due immobili a Firenze da parte di un gruppo di rifugiati politici extracomunitari. Ieri si è scatenata una dura polemica tra l’assessore comunale Lucia De Siervo e il consigliere Ornella De Zordo.
Lucia De Siervo, in Consiglio comunale, ha dichiarato:
”Queste due occupazioni sono state organizzate con uno strano tempismo, proprio quando sono giunti a maturazione alcuni interventi importanti dell'Amministrazione sul tema dell'accoglienza. […] Abbiamo chiesto al governo di inserire anche la nostra città in piani straordinari per l'accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati - ha aggiunto l'assessore De Siervo - e l'ordinanza di venerdì è il frutto di questo lavoro. Appare quindi strano il tempismo con cui il Movimento di Lotta per la Casa ha spostato alcuni occupanti nei due immobili di viale Giannotti e Le Tre Pietre. Ma chi pensa di poter dettare l'agenda politica all'Amministrazione, sbaglia. Non possiamo accettare che un bisogno vero, come quello dell'accoglienza, venga strumentalizzato. Il bisogno esiste e stiamo lavorando per dare risposte serie e concrete”.
”Gli avvenimenti di ieri mattina, domenica 12 novembre 2006”, ha risposto Ornella De Zordo, “confermano lo stato di emergenza in cui versa questa città per quanto riguarda l'accoglienza sia di italiani che di immigrati. Le occupazioni dell'ex sede del CNR di via delle Tre Pietre e della palazzina ex Longinotti di viale Giannotti di proprietà del Comune sono infatti l'unica possibilità per non rimanere per strada sia per 40 famigli di varie nazionalità, anche italiana, che per i 50 eritrei e etiopi fuggiti dalla guerra e con lo status di richiedenti asilo. Gravi ci sembrano le affermazioni dell'assessore De Siervo che definisce questi metodi "intollerabili". Intollerabile è semmai che l'amministrazione non si sia preoccupata negli anni di trovare una soluzione di accoglienza in città. Si ricordi infatti che ci sono anche circa 180 somali che vivono in città ormai da qualche anno e che stanno in occupazioni in viale Volta e viale Guidoni. Sono 270 nel complesso i richiedenti asilo che vivono in case occupate grazie al Movimento di lotta per la casa che da anni impedisce che queste persone debbano vivere per le strade".
E ancora:
"Altre vie possono essere trovate, come testimoniano concretamente esperienze più avanzate come quella di Roma dove, per i richiedenti asilo, l'amministrazione ha messo a disposizione un palazzo intero non utilizzato e dove da tempo si è stabilito un rapporto di confronto anche costruttivo fra i movimenti sociali che si occupano di emergenza abitativa e le istituzioni locali, il Comune e i Municipi. A dimostrazione che è possibile parlare un linguaggio diverso da quello degli sgomberi e della forza pubblica in piazza. Evidentemente non qui”.

Giulio Gori - DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Novembre 2007 20:58 )