Firenze - La sinistra fiorentina si schiera con Eros Cruccolini e difende la sua partecipazione alla manifestazione di sabato scorso, contro i provvedimenti prospettati dal governo sulla questione immigrazione.
Dice la capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo, Ornella De Zordo: «Partecipare a una manifestazione contro i "centri di permanenza temporanea" e a favore di luoghi di accoglienza per immigrati/e è evidentemente inaccettabile per il PD fiorentino che richiama all'ordine Eros Cruccolini a cui va la nostra solidarietà. Senza entrare nel merito delle proposte sostenute dalla manifestazione di sabato 31 maggio, il PD individua le ragioni della sua "censura" nella presenza di un cartello anti-Cioni e ricorda al Presidente del Consiglio Comunale che come membro di maggioranza è tenuto a sostenere la Giunta Domenici. E' una ragione pretestuosa perchè quel cartello, neppure visto da molti partecipanti, era uno dei tanti in una manifestazione nata a difesa dei diritti dei più emarginati e discriminati. Ciò che emerge è l'arroganza nei toni e nella sostanza di un partito che sta andando sempre più nella direzione di una destra dai risvolti razzisti che stanno preoccupando persino l'Europa e l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani»
La capogruppo di Rifondazione Comunista, Anna Nocentini, e i consiglieri Leonardo Pieri e Mbaye Diaw dichiarano:
«La partecipazione del Presidente del Consiglio Comunale alla manifestazione di sabato scorso ha consentito a molti, strumentalmente, di non affrontare il tema centrale e di riempire le pagine della stampa locale con una piccola bagarre di corto respiro, centrata sulla opportunità o meno di questa partecipazione. Su questo argomento affermiamo il pieno diritto di ogni persona, anche laddove ricopra cariche istituzionali, di partecipare ed essere con le persone che manifestano con determinazione su questioni fondamentali per la vita democratica del Paese. E' una storia che abbiamo già vissuto, quando sono stati duramente contestati alcuni Ministri dello scorso Governo per aver partecipato a manifestazioni di migliaia di persone, rendendo partecipe il Paese della dialettica interna agli organismi: allora come in questo caso affermiamo che la partecipazione ad una maggioranza non può comportare la rinuncia alla critica propulsiva per l'affermazione di valori e contenuti, per altro sempre esplicitati dai protagonisti.
In realtà il tema che si è voluto eludere, ma centrale nella manifestazione, era il richiamo ad una assunzione di responsabilità piena da parte del governo locale sulla pretesa di apertura di un CPT e al contempo l'espressione di dissenso sull'ipotesi di nuove norme locali che stravolgono il rapporto istituzione/cittadino, dalla funzione di amministrazione al servizio della convivenza civile e per garantire la fruibilità dei diritti a quella di un'amministrazione che limita i diritti e applica discrezionalmente sanzioni.
Riteniamo che su questo si debba concentrare la discussione, a fronte di un clima sempre più intollerante e aggressivo che attraversa il Paese, ristabilendo la certezza del diritto alla base dei rapporti fra cittadini e istituzioni e riaffermando il principio, stabilito dal legislatore, di una Pubblica Amministrazione impegnata nel servizio dei cittadini più che nella autotutela».
"Le voci su mozioni di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio comunale sono incomprensibili e immotivate" dichiarano invece i consiglieri di Sinistra Democratica Anna Soldani, Daniele Baruzzi e Gregorio Malavolti, che precisano:. "Come abbiamo già affermato in passato, la figura del Presidente del Consiglio non può che essere giudicata sulla base del suo operato di direzione del funzionamento e dei lavori del Consiglio Comunale. Pur essendo fermamente e decisamente contro i CPT e critici nei confronti di alcune iniziative assunte dall'amministrazione sui temi della sicurezza non abbiamo aderito alla manifestazione di sabato di cui non condividevamo toni ed alcuni contenuti. Tuttavia, la partecipazione a titolo individuale di Eros Cruccolini alla manifestazione di sabato scorso non può in alcun modo essere colta per limitarne la libertà di manifestazione del pensiero o per mettere in discussione il suo ruolo di Presidente del Consiglio".
Dice la capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo, Ornella De Zordo: «Partecipare a una manifestazione contro i "centri di permanenza temporanea" e a favore di luoghi di accoglienza per immigrati/e è evidentemente inaccettabile per il PD fiorentino che richiama all'ordine Eros Cruccolini a cui va la nostra solidarietà. Senza entrare nel merito delle proposte sostenute dalla manifestazione di sabato 31 maggio, il PD individua le ragioni della sua "censura" nella presenza di un cartello anti-Cioni e ricorda al Presidente del Consiglio Comunale che come membro di maggioranza è tenuto a sostenere la Giunta Domenici. E' una ragione pretestuosa perchè quel cartello, neppure visto da molti partecipanti, era uno dei tanti in una manifestazione nata a difesa dei diritti dei più emarginati e discriminati. Ciò che emerge è l'arroganza nei toni e nella sostanza di un partito che sta andando sempre più nella direzione di una destra dai risvolti razzisti che stanno preoccupando persino l'Europa e l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani»
La capogruppo di Rifondazione Comunista, Anna Nocentini, e i consiglieri Leonardo Pieri e Mbaye Diaw dichiarano:
«La partecipazione del Presidente del Consiglio Comunale alla manifestazione di sabato scorso ha consentito a molti, strumentalmente, di non affrontare il tema centrale e di riempire le pagine della stampa locale con una piccola bagarre di corto respiro, centrata sulla opportunità o meno di questa partecipazione. Su questo argomento affermiamo il pieno diritto di ogni persona, anche laddove ricopra cariche istituzionali, di partecipare ed essere con le persone che manifestano con determinazione su questioni fondamentali per la vita democratica del Paese. E' una storia che abbiamo già vissuto, quando sono stati duramente contestati alcuni Ministri dello scorso Governo per aver partecipato a manifestazioni di migliaia di persone, rendendo partecipe il Paese della dialettica interna agli organismi: allora come in questo caso affermiamo che la partecipazione ad una maggioranza non può comportare la rinuncia alla critica propulsiva per l'affermazione di valori e contenuti, per altro sempre esplicitati dai protagonisti.
In realtà il tema che si è voluto eludere, ma centrale nella manifestazione, era il richiamo ad una assunzione di responsabilità piena da parte del governo locale sulla pretesa di apertura di un CPT e al contempo l'espressione di dissenso sull'ipotesi di nuove norme locali che stravolgono il rapporto istituzione/cittadino, dalla funzione di amministrazione al servizio della convivenza civile e per garantire la fruibilità dei diritti a quella di un'amministrazione che limita i diritti e applica discrezionalmente sanzioni.
Riteniamo che su questo si debba concentrare la discussione, a fronte di un clima sempre più intollerante e aggressivo che attraversa il Paese, ristabilendo la certezza del diritto alla base dei rapporti fra cittadini e istituzioni e riaffermando il principio, stabilito dal legislatore, di una Pubblica Amministrazione impegnata nel servizio dei cittadini più che nella autotutela».
"Le voci su mozioni di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio comunale sono incomprensibili e immotivate" dichiarano invece i consiglieri di Sinistra Democratica Anna Soldani, Daniele Baruzzi e Gregorio Malavolti, che precisano:. "Come abbiamo già affermato in passato, la figura del Presidente del Consiglio non può che essere giudicata sulla base del suo operato di direzione del funzionamento e dei lavori del Consiglio Comunale. Pur essendo fermamente e decisamente contro i CPT e critici nei confronti di alcune iniziative assunte dall'amministrazione sui temi della sicurezza non abbiamo aderito alla manifestazione di sabato di cui non condividevamo toni ed alcuni contenuti. Tuttavia, la partecipazione a titolo individuale di Eros Cruccolini alla manifestazione di sabato scorso non può in alcun modo essere colta per limitarne la libertà di manifestazione del pensiero o per mettere in discussione il suo ruolo di Presidente del Consiglio".
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