Pergola: I pugni in tasca di Bellocchio

Sabato 22 Gennaio 2011 12:30
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I pugni in tasca di Marco Bellocchio all'incontro con il palcoscenico dopo quarantacinque anni dal debutto cinematografico, da martedì 25 gennaio al Teatro della Pergola.Un debutto atteso e a lungo meditato quello della versione teatrale de I Pugni in tasca di Marco Bellocchio, che a quarantacinque anni dall'uscita del film ha ridotto e adattato l'opera per la scena affidandone la regia a Stefania de Santis, sua giovane allieva e collaboratrice. Un progetto che riunisce anche padre e figlio, Pier Giorgio Bellocchio, di dieci anni più giovane dell'opera, è il protagonista dello spettacolo accanto ad Ambra Angiolini, nei ruoli di Alessandro e Giulia che nel film furono di Lou Castel e Paola Pitagora. Nell'inferno chiamato famiglia – secondo una delle definizioni di Stefania de Santis – anche Giovanni Calcagno, Aglaia Mora, Fabrizio Rongione, Giulia Weber. Le musiche, le stesse ossessive del film, sono sempre di Ennio Morricone, i costumi hanno il prestigio della firma di Giorgio Armani. La scena, a più livelli, rigorosa e claustrofobica come una gabbia senza vie di fuga è stata ideata da Daniele Spisa. Qui si trasferisce teatralmente il nucleo familiare raccontato dalla pellicola che divenne al suo apparire il film manifesto del '68 a venire, simbolo della rivolta contro le istituzioni, la famiglia, la scuola, la religione. La vita cruda e difficile di una famiglia devastata da malattie fisiche e mentali resta ancora nella casa di campagna abitata dalla madre cieca e dai suoi quattro figli. Alessandro, epilettico, Leone con gravi ritardi mentali, la sorella Giulia morbosamente legata ad Alessandro, innamorata e gelosa di Augusto. Augusto rompe l'assedio di casa e famiglia lavorando, e spinge oltre l'amore dedicandosi alla fidanzata Lucia, l’unico personaggio che viene da fuori. “Attraverso di lei - spiega Stefania de Santis - testimone ai margini di una malattia che spaventa, possiamo cercare di osservare: perché le famiglie possiamo solo guardarle, intuirle. Giudicarle è impossibile”La storia oscura genera delitti.Ma la nuova strada teatrale dell'opera deve lasciare indietro, senza rimpianti, la fama che fu per restare, come racconta Marco Bellocchio ”un dramma della sopravvivenza in una famiglia dove l’amore è del tutto assente. Si vive in un deserto di affetti senza nessuna prospettiva per il futuro, una situazione di immobilità assoluta che fa pensare a un carcere o a un manicomio senza speranza di guarigione, rieducazione, riabilitazione, rinascita. [...] Tragedia o dramma poco importa - continua Bellocchio - la famiglia, che le istituzioni dello Stato e della chiesa continuano a sostenere come cellula fondente della società ecc ecc, dovrebbe essere rappresentata come un relitto, una zattera in balia delle onde, che prima o poi si schianterà contro qualche scoglio, e finirà per sempre. [...] I delitti de I pugni in tasca, se si fa un minimo sforzo di immaginazione, possiamo leggerli o vederli tutti i giorni sui giornali e in televisione in cui immancabilmente i vicini di casa dell’assassino non riescono a spiegarsi come quella tal persona così normale un giorno improvvisamente abbia fatto una strage e poi, ma non sempre, si sia suicidato…”
Orario spettacoli: dal martedì al sabato: ore 20.45; domenica: ore 15.45


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Ultimo aggiornamento ( Martedì 03 Gennaio 2012 22:35 )