La povertà danneggia l’economia. Questa la bizzarra scoperta di una seria ricerca statunitense. L’economista Michael Kumhof e Roman Ranciere, hanno trovato nei mercati statunitensi, un aspetto sorprendente, in stretta relazione con il crac delle borse. L’ineguaglianza finanziaria della popolazione. I ricercatori hanno studiato i dati finanziari delle maggiori crisi finanziare, quelle del 1929 e 2008, entrambe precedute dal divario tra ricchi e poveri. Il meccanismo è abbastanza semplice. I meno benestanti, per andare avanti e consumare accedono a crediti che alla fine non possono più rimborsare, e i più abbienti aumentano il loro capitale, al punto che questi si vedono costretti a investire considerevoli somme in imprese di credito di dubbio valore. Risultato di tutto questo? Bancarotta globale!
Rezarta Selam Eminaj
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