Wangari Maathai nata in kenia a Nyeri nel 1940 è morta a Nairobi all'eta' di 71 anni dopo una estenuante malattia. Per chi non la conosce si segnala che e' stata la prima donna africana a ricevere il Nobel per la pace per la sua lotta contro la deforestazione. Si era laureata in Scienze Biologiche e ottenne la cattedra di veterinaria all'Università di Nairobi. A questa donna e al suo impegno ambientalista dobbiamo molto dato per la sua attivita' alla testa del movimento 'Green Belt' (cintura verde) e che ha fatto storia per aver fatto piantare oltre 30 milioni di alberi lungo il continente africano contro la desertificazione. E' sta la prima donna keniota che comincio' a lavorare al Consiglio nazionale delle donne del Kenia e dal 1981 al 1987 di cui ne fu la presidentessa.
"Attraverso il Consiglio diffuse l'idea di piantare alberi e l'anno dopo tenne a battesimo proprio il 'Green Belt Movement', un'organizzazione per la salvaguardia dell'ambiente e il miglioramento della qualita' della vita delle donne. La crescita del Green Belt Movement fu rapidissima: alla fine degli anni Ottanta erano coinvolte tremila donne. Dal 1986 le iniziative del movimento furono adottate in altri paesi africani: Tanzania, Uganda, Malawi, Lesotho, Etiopia e Zimbawe. Gli obiettivi principali sono la salvaguardia della biodiversita' e la creazione posti di lavoro con un occhio particolare alla leadership della figura femminile nelle aree rurali. Negli ultimi 20 anni molti degli obiettivi del Green Belt e di Wangari sono stati raggiunti. In Africa e' aumentata la consapevolezza della problematica ambientale e sono stati creati migliaia di posti di lavoro. Alla fine del 1993 le donne del movimento avevano piantato piu' di 20 milioni di alberi e molte erano diventate ''guardaboschi senza diploma''. Negli anni la Maathai ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, inclusi il premio 'Global 500' del programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, il 'Goldman Enviromental Award', il premio 'Africa per i Leader' e il premio per 'Una Societa' Migliore'. Negli ultimi anni il lavoro di Wangari si e' focalizzato sulla situazione dei diritti umani in Kenya. Per il suo impegno per un Kenya multietnico e democratico, e' stata diffamata, perseguita, arrestata e picchiata". FONTE ANSA
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