Premio "Giulio Preti 2007"

Lunedì 26 Novembre 2007 12:49 Barbara Provvedi
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Pianeta Galileo: scienza e democrazia, ha decretato, vincitori del Premio “Giulio Preti”, Enrico Bellone e George Lakoff. La cerimonia si è tenuta sabato in Sala Gonfalone di Palazzo Panciatichi. La cerimonia intendeva promuovere il legame tra cultura scientifica e valori democratici. La consegna del Premio, assegnato a Enrico Bellone, fisico, storico della scienza, divulgatore e scrittore, attuale direttore di “Le Scienze”, e a George Lakoff, professore statunitense di linguistica all'Università di California Berkeley, è l’evento conclusivo dell’edizione 2007 di Pianeta Galileo, la rassegna sulla cultura scientifica che per più di un mese ha coinvolto con le sue duecento iniziative tutti i territori della Toscana.“Il Premio Giulio Preti” viene conferito a due uomini di scienza che hanno saputo raccordare la propria ricerca ad una consapevolezza filosofica, critica e storica delle scienze ponendo una specifica attenzione al valore del sapere, e della sua comunicazione, per lo sviluppo della democrazia. “La scienza di cui parliamo oggi − ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale Pollina − è la scienza intesa come educazione allo spirito critico, alla messa in discussione dei presupposti a priori. Tutti aspetti che attengono, è evidente, ai fondamenti della democrazia, nella sua accezione più moderna”. Enrico Bellone ha tenuto un discorso su “Scienza e democrazia”, con un excursus storico sul conflitto tra innovazione scientifica e potere politico, fino ad arrivare all’Italia dei nostri giorni, dove il rapporto tra scienza, filosofia e politica sta vivendo “una fase di declino tale da richiamare non tanto la metafora del tunnel, in fondo al quale si intravede una luce, quanto quella del vicolo cieco”. “La saggezza di Giulio Preti: perché il cervello, la mente e il linguaggio contano per la democrazia”, questo il discorso tenuto da George Lakoff, che non ha trascurato di notare come il premio a lui assegnato “dovrebbe essere collettivo” e andare alle “centinaia di scienziati e di studiosi che, lungo gli ultimi tre o quattro decenni, ci hanno fornito una comprensione profonda della mente e del cervello, tanto da consentirci di difendere la democrazia contro coloro che la metterebbero volentieri da parte”.

 

Barbara Provvedi-DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 26 Novembre 2007 12:53 )