
Il Gruppo Fotoamatori Pistoiesi con il patrocinio del Comune di Pistoia e la Circoscrizione 1 presenta la mostra dal titolo: “Profumo di donna” una suggestiva retrospettiva fotografica di Giovanni Barbi. La mostra si protrarrà sino al 23 dicembre p.v. presso la Saletta Gramsci in Piazza San Francesco, Pistoia.
Le opere di Barbi propongono immagini di volti e corpi femminili realizzate usando, attraverso un processo di “manipolazione”, tecniche di sviluppo e stampa rigorosamente fotografiche; senza cioè l’utilizzo di matite, inchiostri, tempere o pennarelli ed esaltando la femminilità con processi di solarizzazione (parziale o totale) e tecniche di ripresa highlight, howlight (in fase di stampa) funzionali a presentare, in forma molto sublimata, quella grossa componente sensuale che è il tramite primo, ma non elementare, fra la psicologia maschile e quella femminile.Barbi ha iniziato la sua esperienza fotografica dapprima come giornalista poi come coordinatore di gruppi fotografici impegnati nel censimento visivo dei problemi sociali infine è giunto ad una originale tecnica di racconto del corpo e del volto della donna.
“La proposta tecnica offerta dalle mie immagini - affermava Barbi - richiama la necessità di uscire da una fotografia contemporanea esasperatamente computerizzata che, non consentendo linee creative al fotografo, lo costringe a sottostare, in misura sempre maggiore, alle esigenze di un mercato dell’immagine troppo legato ad un linguaggio elementare caratterizzato dal sensazionalismo e, fatto ancora più grave, da una stretta dipendenza dei canoni coloristici della pubblicità fotografica commerciale.In queste immagini l’elemento elettronico è stato bandito ed ognuna nasce (in esemplare unico) da un’incontro con la modella mirato ad esaltarne quelle potenziali curiosità, sensualità, narcisismo, dedizione, pazienza ed affettività la cui naturalezza è troppo spesso nascosta e mortificata fra le pieghe di stereotipati cliché quotidiani.”
Il critico e storico della fotografia Wladimiro Settimelli ha detto di Barbi: “C’è, oggi, un modo di presentare la donna con nudi aggressivi, carichi di fredda sensualità e con il “soggetto” noiosamente sfrontato nella materialità dell’offrire. Barbi è andato oltre: certe sue immagini paiono dire che bellezza, tenerezza e dolcezza, si possono anche trovare nella ragazza o nella signora della porta accanto. Quella che incontriamo per strada, nel bar a prendere il caffè o nella casa mentre, faticosamente, aggiusta e lavora alle piccole-grandi cose di ogni giorno.”

Giovanni Barbi nasce a Pistoia il 6 aprile 1937. Dipendente presso la Biblioteca Comunale Forteguerriana inizia negli anni ’60 l’impegno di animatore culturale nel locale Dopolavoro Ferroviario allestendo una biblioteca pubblica, cineforum con dibattiti, recital di poesia ed un concorso fotografico per Toscana e Liguria che sarà uno dei primi in campo nazionale a premiare tutti i partecipanti abolendo ogni classifica di merito. Dopo il tirocinio di un anno come fotoreporter, per altri dieci anni (’70-’80) collabora come fotografo e giornalista ai quotidiani L’Unità e Paese Sera.
Contemporaneamente, fornendo articoli e fotografie, inizia una collaborazione continua con periodici e quotidiani. Negli anni Settanta riordina la collezione Macciò relativa a cartoline illustrate del primo novecento presenti nella Biblioteca Comunale e realizza alcuni album fotografici con immagini d’epoca.
Alla fine degli anni ’70 ed inizio anni ’80 inizia una lunga serie di mostre fotografiche in diverse città (Pistoia, Firenze, Piombino, Ferrara, etc.) dedicate al ritratto ed al nudo femminile. Pubblica alcuni album fotografici a diffusione privata e nell’ottobre del 1980 la rivista Fotografare gli dedica un ampio servizio corredato da immagini e curato dal critico e storico della fotografia Wladimiro Settimelli.
Nel 1981 inizia l’impegno con l’ARCI pistoiese dal quale scaturiscono un manuale di fotografia e la redazione di una rivista. Amplia l’attività di pubblicista iniziando la collaborazione con la rivista Il Fotoamatore edita dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) scrivendo articoli e saggi sulla storia ed il linguaggio fotografico.
Suoi articoli di fotografia compaiono ancora sulla rivista Farestoria dell’Istituto Storico della Resistenza di Pistoia. Nel 1989 viene pubblicata la Guida ai monumenti del centro storico di Pistoia, di cui è autore dei testi e delle immagini fotografiche.
Nello stesso anno collabora per gli Alinari alla pubblicazione Treni nel verde. Ultimi lavori, in ordine di tempo: un libro edito dal Comune di Pistoia dal titolo Storie minime pistoiesi ed un’inchiesta sulla Resistenza Italiana nel fumetto. Nell’ottobre 1994 gli viene conferita la nomina a Socio Onorario del Gruppo Fotoamatori Pistoiesi. Giovanni Barbi muore a Pistoia il 17 settembre 1996.
Orario mostra Tutti i giorni 10,30 – 12,30 / 16,30 – 19-30 / 21,00 – 23,00
Nicoletta Consumi - DEApress
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