La vendetta si mangia fredda

Venerdì 21 Dicembre 2007 16:00 Silvana Grippi
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La vendetta è un piatto che si serve freddo, con lucido cinismo.

Il tallone di Achille Occhetto è la vendetta.

17 anni dopo che Cossutta, Bertinotti ed Ingrao, gli ruppero il giochino della
"cosa" concepita alla Bolognina, egli si intrufola nella "cosa" concepita a
Casalella e dall'interno mina la svolta "vabenista" con continue dichiarazioni di
sedicente sostegno.

Egli sa benissimo che più dichiara ed evidenzia che sta ora rivivendo i mesi della
svolta che lui fece quando distrusse il PCI, più alimenta il dissenso interno a
Rifondazione e PdCI, indirizzandolo contro le rispettive oligarchie.

Per cercare di gestire l'emorragia di consensi, rinunciando all'opzione di uscire
dal Governo, dando un sostegno esterno e condizionato, finalizzato ad impedire un
ritorno delle destre, le due oligarchie che dirigono quei partiti sono  costrette a
portare rapidamente al suo epilogo la svolta "vabenista", inglobando quei consensi
gestiti dal partito che si dichiara ambientalista, condizione necessaria per cercare
di superare lo sbarramento del 5% che verrà imposto dall'accordo Veltroni
-Berlusconi, sulla nuova legge elettorale."

Sen. Fernando Rossi - Movimento Politico dei Cittadini

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 21 Dicembre 2007 16:01 )