A Roma è iniziata la contestazione contro l'arrivo del Pontefice alla Sapienza per la celebrazione dell'innaugurazione dell'anno accademico: la "settimana anticlericale" ha iniziato da ieri ad animare un po' tutte le facoltà. La rivolta ha il suo primo motore nel collettivo di Fisica. "La mattina presto, prima dell'arrivo di Ratzinger - annunciano i ragazzi - sbattezzeremo la città universitaria bagnando con vin santo la cappella universitaria. E, durante l'assedio sonoro, travestiremo la statua della Minerva, simbolo del sapere libero e laico". La faccenda della Minerva è altamente simbolica: prima di sostenere un esame, dice la leggenda universitaria, soffermarsi di fronte la colossale statua della dea porta sfortuna. Eppure proprio la Minerva, sfidando la jella, è diventata il simbolo della rivolta anticlericale: lì sotto si raduneranno giovedì centinaia di studenti per protestare contro l'arrivo del Papa, in quella che vuole essere "una vera e propria lotta contro l'ingerenza del Pontefice nelle istituzioni italiane". Si raduneranno o, meglio, proveranno a radunarsi. Perché il magnifico rettore non ha concesso l'autorizzazione per il sit-in nelle ore in cui il Papa si troverà in Aula Magna e il piazzale antistante il Rettorato - per la prima volta dopo 15 anni - sarà di nuovo presidiato da poliziotti in tenuta antisommossa. Alle iniziative "No-Vat" sono stati invitati anche i docenti che hanno firmato la lettera al Rettore, in un'inedita saldatura tra studenti e professori che alla Sapienza non si vedeva da decenni. Uno dei firmatori si dice d'accordo sul confronto con la Chiesa, ma in un'altra sede: "Non siamo contrari al dialogo con il Pontefice, ma non riteniamo opportuno che sia stato invitato all'inaugurazione dell'anno accademico di un'università statale".
Rossana Magli - DEApress
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