
Parte la sperimentazione del vaccino anti Aids presso l’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri. Il vaccino, ha finalmente ottenuto le autorizzazioni necessarie per essere sperimentato nell’uomo sia in Italia sia in Sudafrica. Gli studi preclinici necessari si sono conclusi nel novembre dello scorso anno: la sicurezza del vaccino è stata testata. Ancora da provare e dimostrare è la cosa più importante: l’efficacia.
Anche se una sperimentazione in tal senso è già stata compiuta, servono i risultati dei grandi numeri. Per questo l’unità operativa diretta da Francesco Mazzotta sta cercando i candidati con le caratteristiche giuste per sottoporsi al vaccino. Lo studio osservazionale è già partito. La sperimentazione comincerà verosimilmente fra tre-quattro mesi. Per prevenzione verrà somministrato ai soggetti sani, a scopo terapeutico saranno trattati soggetti già infettati dal Hiv.
Ma come funziona il vaccino?
"E’ basato sull’utilizzazione della proteina Tat, una proteina regolatoria dell’Hiv-1, prodotta subito dopo l’entrata del virus nella cellula, e fondamentale per la replicazione del virus e per la progressione verso la malattia" ha dichiarato Franco Mazzotta.
Studi sperimentali nel modello animale hanno dimostrato che la somministrazione di questa proteina non ha effetti tossici e induce una risposta immunitaria completa, cioè a livello di anticorpi e di cellule, in grado di bloccare la replicazione del virus e di conseguenza lo sviluppo della malattia.
Per le sue caratteristiche, secondo chi l’ha sperimentato, il vaccino basato sulla proteina Tat può essere somministrato sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo (Africa e Asia), dove è in atto l’emergenza epidemica più importante e dove un vaccino in grado di controllare la replicazione del virus e quindi la trasmissione, può rappresentare una risposta efficace di sanità pubblica a un problema di dimensioni catastrofiche.
Anche se una sperimentazione in tal senso è già stata compiuta, servono i risultati dei grandi numeri. Per questo l’unità operativa diretta da Francesco Mazzotta sta cercando i candidati con le caratteristiche giuste per sottoporsi al vaccino. Lo studio osservazionale è già partito. La sperimentazione comincerà verosimilmente fra tre-quattro mesi. Per prevenzione verrà somministrato ai soggetti sani, a scopo terapeutico saranno trattati soggetti già infettati dal Hiv.
Ma come funziona il vaccino?
"E’ basato sull’utilizzazione della proteina Tat, una proteina regolatoria dell’Hiv-1, prodotta subito dopo l’entrata del virus nella cellula, e fondamentale per la replicazione del virus e per la progressione verso la malattia" ha dichiarato Franco Mazzotta.
Studi sperimentali nel modello animale hanno dimostrato che la somministrazione di questa proteina non ha effetti tossici e induce una risposta immunitaria completa, cioè a livello di anticorpi e di cellule, in grado di bloccare la replicazione del virus e di conseguenza lo sviluppo della malattia.
Per le sue caratteristiche, secondo chi l’ha sperimentato, il vaccino basato sulla proteina Tat può essere somministrato sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo (Africa e Asia), dove è in atto l’emergenza epidemica più importante e dove un vaccino in grado di controllare la replicazione del virus e quindi la trasmissione, può rappresentare una risposta efficace di sanità pubblica a un problema di dimensioni catastrofiche.
DEApress
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
