Il cuore dei toscani non è in salute, anzi rischia grosso. Lo rivela uno studio sul rischio cardiovascolare eseguito nella nostra regiobne e presentato stamani all'Istituto degli Innocenti, al termine della Campagna Educazionale 'Difendiamo il cuore', promossa dall'ANMCO, Associazione Nazionale Cardiologi Ospedalieri.
Lo scenario descritto è abbastanza preoccupante: sono oltre ottocentomila i fumatori in Toscana, un milione e mezzo sono in sovrappeso o addirittura obesi e più di un milione e trecentomila non praticano alcun tipo di attività fisica.
Il risultato è che, dati alla mano, un toscano su tre ha problemi di ipertensione e uno su cinque ha il colesterolo alto.
Si creano così tutte le condizioni per rischi elevati: una persona su tre è infatti in una fascia ad alto rischio d'infarto dato che presenta almeno 2 fattori di rischio o è stato già colpito da un evento cardiovascolare.
Impressionanti sono i dati pubblicati sull'anno 2007 che ha visto 10.800 persone colpite da un infarto, 2800 di queste purtroppo muoiono prima di arrivare in ospedale.
Per evitare la mortalità extraospedaliera, ridurre il numero di infarti e i fattori di rischio modificabili occorre puntare tutto sull'ottimizzazzione del trattamento e delle terapie ospedaliere per gli eventi cardiovascolari, migliorare il follow up sui soggetti già colpiti e in generale l'educazione sanitaria di tutti i cittadini.
Il fallimento della pratiche di prevenzione nei soggetti già identificati come ad alto rischio dipende spesso, almeno il 20% dei casi, dalla scarsa adesione alle cure, molti pazienti abbandonano la terapia dopo 2 mesi e un terzo non assume correttamente e continuativamente i farmaci
Per garantire la buona salute è fondamentale educare ad un corretto stile di vita, a partire dai giovani e giovanissimi. 'Nelle scuole dovrebbe essere prevista un'ora della salute in cui spiegare ai ragazzi tutti i rischi e le drammatiche conseguenze che portano fumo ed alcool, e l'importanza dell'esercizio fisico e della corretta alimentazione'.
MatteoGazzarri-Deapress
Lo scenario descritto è abbastanza preoccupante: sono oltre ottocentomila i fumatori in Toscana, un milione e mezzo sono in sovrappeso o addirittura obesi e più di un milione e trecentomila non praticano alcun tipo di attività fisica.
Il risultato è che, dati alla mano, un toscano su tre ha problemi di ipertensione e uno su cinque ha il colesterolo alto.
Si creano così tutte le condizioni per rischi elevati: una persona su tre è infatti in una fascia ad alto rischio d'infarto dato che presenta almeno 2 fattori di rischio o è stato già colpito da un evento cardiovascolare.
Impressionanti sono i dati pubblicati sull'anno 2007 che ha visto 10.800 persone colpite da un infarto, 2800 di queste purtroppo muoiono prima di arrivare in ospedale.
Per evitare la mortalità extraospedaliera, ridurre il numero di infarti e i fattori di rischio modificabili occorre puntare tutto sull'ottimizzazzione del trattamento e delle terapie ospedaliere per gli eventi cardiovascolari, migliorare il follow up sui soggetti già colpiti e in generale l'educazione sanitaria di tutti i cittadini.
Il fallimento della pratiche di prevenzione nei soggetti già identificati come ad alto rischio dipende spesso, almeno il 20% dei casi, dalla scarsa adesione alle cure, molti pazienti abbandonano la terapia dopo 2 mesi e un terzo non assume correttamente e continuativamente i farmaci
Per garantire la buona salute è fondamentale educare ad un corretto stile di vita, a partire dai giovani e giovanissimi. 'Nelle scuole dovrebbe essere prevista un'ora della salute in cui spiegare ai ragazzi tutti i rischi e le drammatiche conseguenze che portano fumo ed alcool, e l'importanza dell'esercizio fisico e della corretta alimentazione'.
MatteoGazzarri-Deapress
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