I Teatri fiorentini

Venerdì 25 Luglio 2008 19:14 Silvana Grippi
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..e l'ossigeno?!
I teatri di Firenze dei Teatri per una nuova visione
della cultura e delle risorse pubbliche

Negli ultimi giorni più volte sono apparse sugli organi di stampa notizie riguardo
al possibile azzeramento del piano delle convenzioni e dei contributi che legano il
Comune di Firenze ai soggetti che sul territorio si occupano di attività culturali.
Anche se una parte di questa preoccupante prospettiva sembra fugata dallo sblocco
annunciato di alcune risorse a valere sul bilancio 2008, non sembra inutile avviare
una riflessione più generali su quale debba essere il ruolo e la funzione della
cultura nel tessuto sociale di una città.

L’Associazione Firenze dei Teatri riunisce dal 2002 tutte le principali strutture
teatrali di Firenze e dell’area metropolitana in un sistema di rete che garantisce
tutela, rappresentanza, promozione della frequentazione delle sale a tutti i Soci.
Col tempo si è dotata di strumenti di reale incentivazione del pubblico, come
l’abbonamento trasversale PassTeatri e TeatriAperti, la festa di tutti i teatri
dell’Associazione che ha lo scopo di creare momenti di vicinanza tra il pubblico e
le diverse strutture. È in forza di questo lavoro che Firenze dei Teatri sente di
dover portare la voce e la preoccupazione di quelle strutture associate che hanno
legami di convenzione o di contribuzione con il Comune di Firenze, in primo luogo
disegnando i contorni economici dell’azienda-teatro a Firenze.

Si tratta di numeri non banali, che generano un indotto assolutamente rilevante.
Nella stagione 2007/2008, i teatri associati hanno dato lavoro a 923 persone. Nelle
valutazioni sugli obiettivi dei tagli si pone spesso come scelta ineluttabile quella
tra i servizi alle famiglie, ai bambini, agli anziani e la cultura come bene
considerato “superfluo”. Qualora si interrompesse del tutto l’ossigeno delle
pubbliche contribuzioni avremmo 923 famiglie, molte delle quali con bambini e
anziani cui provvedere, in seria difficoltà, perché le strutture non riuscirebbero a
dare loro un lavoro, o dovrebbero ridurre di molto le prospettive occupazionali.
Avremmo altre aziende di varia natura che forniscono beni e servizi ai teatri in
uguale difficoltà, perché vedrebbero contratto il loro giro di affari.

Non solo. I teatri della nostra Associazione hanno staccato nella stagione 2007/2008
519.127 biglietti, dimostrando di essere un tessuto vitale, in continua crescita di
pubblico negli ultimi quattro anni ad onta di una crisi economica che incide
pesantemente nelle disponibilità economiche degli spettatori. Diminuire
ulteriormente le risorse significherebbe l’eliminazione per i sopraccitati 519.127
spettatori di un servizio, di un bene non secondario. Perché il teatro, e la cultura
in generale sono questo: elemento di crescita e di elevazione per l’essere umano,
segno di civiltà, momento di qualificazione per il territorio urbano. La cultura
disegna i contorni di una città, ne distingue l’offerta per i propri residenti e i
visitatori. Per questo motivo il rapporto tra servizi sociali e cultura non può
essere posta come un dualismo: entrambi fanno parte dei diritti della persona e
hanno pari dignità nel trovare una realizzazione concreta.

In Toscana le attività teatrali sono uno tra i settori che offre maggiori
opportunità occupazionali: dare a questi lavoratori uno status dignitoso sarebbe
doveroso, come doveroso sarebbe riconoscere che anche i teatri sono “imprese”,
alcune ben gestite e altre meno. A quelle virtuosamente agite, che usano
efficacemente le risorse, che limitano la dispersione, che creano indotto
lavorativo, che riescono ad attrarre risorse anche private, che, in una parola, sono
economicamente sostenibili (sostenibilità nelle arti come in economia vuol dire
equilibrio tra investimento e ricaduta sociale) nell’interesse della comunità,
dovrebbe essere data possibilità di sviluppo, non solo di sopravvivenza.

Per questo chiediamo tenere costantemente presenti i valori che emergono dal sistema
teatrale e da quello culturale più in generale, cercando fino all’estrema
possibilità di salvaguardarne i livelli di contribuzione. È a rischio un sistema che
tanto ha dato a questo territorio con professionalità e competenza, un sistema che
ha saputo restituire moltiplicate le risorse che ha ricevuto dalla Pubblica
Amministrazione. Registriamo con soddisfazione il ripristino da parte del Comune di
Firenze di alcune risorse, e siamo pronti come sistema di coordinamento ad essere
interlocutore attivo per il dialogo, con il Comune di Firenze e le altre
Amministrazioni. Queste tematiche troveranno uno spazio di diffusione e riflessione
particolare all’interno della prossima edizione di TeatriAperti, che si terrà dal 25
al 28 settembre prossimi, con iniziative dedicate.

Riccardo Ventrella (Presidente Firenze dei Teatri e Direttore del Teatro della Pergola)
Lorenzo Cinatti (Teatro Puccini)
Laura Croce (Teatro Everest)
Rosa Maria Di Giorgi (Orchestra della Toscana)
Raoul Gallini (Teatro dell’Antella)
Maria Cristina Ghelli (Il Teatro delle Donne/Teatro Manzoni)
Massimo Gramigni (Saschall Teatro di Firenze)
Stefano Grifoni (Teatro del Cestello)
Massimo Masieri (Teatro Le Laudi)
Dimitri Milopulos (Teatro della Limonaia)
Giancarlo Mordini (Teatro di Rifredi)
Enrica Maria Paoletti (Teatro Cantiere Florida)
Marco Predieri (Teatro Everest)
Riccardo Rombi (Catalyst/Teatro Corsini Barberino Mugello)
Valeria Scarlato (Teatro Dante)



PROSPETTO CONVENZIONI E PIANO DEI CONTRIBUTI DEI TEATRI ASSOCIATI
Tra le strutture aderenti a Firenze dei Teatri sono convenzionate quelle sotto
indicate (Associazione compresa). Dallo schema si può ricavare quale sia stato il
decremento tra l’annualità 2006 e quella 2007.

SITUAZIONE CONVENZIONI


2006/2007

Cantiere Florida

30.000,00

25.500,00

Firenze dei Teatri

45.000,00

0,00

Teatro di Rifredi

85.000,00

70.550,00

Orchestra della Toscana

180.000,00

149.400,00

Teatro Puccini

45.000,00

45.000,00

Totale

385.000,00

290.450,00


Per quanto riguarda il piano dei contributi, non è possibile disporre di dati
analitici riguardanti le singole strutture. Si può notare come la capienza economica
del piano suddetto sia però passata dai 268.000 euro del 2004 ai 230.000 del 2005,
fino ai 110.000 degli ultimi due anni. Si tratta di cifre non destinate
esclusivamente a teatri, ma a coprire tutto il fabbisogno del settore cultura. Per
dare solo un‘idea del rapporto tra il totale e la cifra destinata ad attività
teatrali, nel 2005 dei 230.000 euro a disposizione 83.000 erano riservati al teatro.
Nell’elenco dei soggetti finanziati figuravano però solo tre soci di Firenze dei
Teatri (Teatro delle Donne, Teatro della Limonaia e Teatro Everest), finanziati per
cifre oscillanti tra 6.432 e 3.500 euro.

(Fonte dei dati: Rete Civica del Comune di Firenze)

Firenze dei Teatri
via Solferino 15 - 50123 Firenze
tel 055 2779362
cell. 320 3519378
www.firenzedeiteatri.it
Ufficio stampa: Marco Mannucci
cell 3477985172 - mannucci@dada.it

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