Nel momento della crisi, mentre si evidenziano maggiormente gli effetti disastrosi delle politiche economiche e statali, mentre i poteri cercano di arginare il malcontento solo con la repressione e la propaganda securitaria, diventa maggiormente necessario incontrarsi, per rafforzare relazioni sociali e individuare iniziative comuni.
Solo queste possono essere le premesse per sbarrare la strada al nuovo fascismo che avanza grazie alla propaganda della paura, del razzismo, dell'eversione sociale e anche attraverso i sempre utili codici penali formulati durante il fascismo e ancora utilizzati nella nostra "democrazia" autoritaria.
Non dimentichiamo infatti che negli ultimi tempi, in molte città, antifascisti e antirazzisti sono stati oggetto di persecuzioni giudiziarie, attraverso l'uso di articoli penali fascisti, come il 270, il 270 bis e derivati, solo perché hanno, da più parti, avuto la sfrontatezza di assumersi la responsabilità di esprimere pubblicamente dissenso contro politiche razziste e la ricostituzione di gruppi neofascisti.
Le persone consapevoli, nei quartieri, posti di lavoro e luoghi di studio, possono dare indicazione di forme di convivenza solidali, attraverso un'accoglienza fatta di pratiche egualitarie tra cittadini e lavoratori con diverse impostazioni culturali, ma comunque sfruttati, e criminalizzati non appena rivendicano diritti sociali a loro negati.
Non perdiamo questo obbiettivo primario; non permettiamo che ci dividano e ci rinchiudano in artificiose e contrapposte categorie umane: cioè in buoni-obbedienti contro cattivi-ribelli.
Essere anti-fascisti oggi significa voler resistere, in maniera solidale, alle nuove forme di segregazione e alla nuova precarietà a cui i poteri tentano di sottometterci; significa opporsi pubblicamente contro i nuovi campi di concentramento esistenti o in via di progettazione - come in Toscana - fatti per rinchiuderci migranti, non responsabili di reati, ma solo per creare artificiali personaggi–bersaglio, verso cui convogliare il malcontento popolare, in realtà prodotto dallo sfruttamento economico e dalle pratiche gerarchiche dello Stato.
No alla guerra tra sfruttati. Solo uniti si può resistere.
a Firenze, il prossimo 25 Aprile, in Piazza Santo Spirito dal pomeriggio, fino a tarda sera, insieme, con i nostri tavoli e la nostra stampa, con cibo e buon vino, per salutare la primavera, per confrontarsi e fare progetti, facciamone la festa delle molte diversità, senza esclusione alcuna...
Collettivo Libertario Fiorentino
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