Cannes Kiarostami e Jafar Panahi

Martedì 18 Maggio 2010 17:32 Silvana Grippi
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Al Festival di Cannes, durante la conferenza stampa del film di Abbas Kiarostami è stato annunicato lo sciopero della fame di  Jafar Panahi. A confermare lo sciopero del regista sono stati, prima una giornalista iraniana e poi il moderatore dell'incontro. Durante l'annuncio l'attrice, Juliette Binoche, emozionata si è sciolta in pianto ed ha detto: "Non si può restare indifferenti di fronte a una tale mobilitazione che richiede una risposta e poi comunque il fatto che un cineasta sia imprigionato lo ritengo una cosa davvero intollerabile".  Kiarostami così afferma la sua netta opposizione al governo iraniano, a difesa del suo collega Pahai che attualmente si trova in carcere - durante la conferenza stampa di 'Copia conforme' -  da domani nelle sale italiane, distribuito da Bim. La conferenza stampa del regista iraniano è iniziata con un accorato appello-difesa dopo che anche il quotidiano Liberation negli ultimi giorni, e più volte i suoi stessi colleghi in esilio, lo avevano attaccato per una sorta di disimpegno nel prendere posizione verso i vertici dell'Iran, paese dove, tra l'altro, ancora vive. Kiarostami aveva iniziato dicendo di aver ricevuto una telefonata dalla moglie di Panahi - che al Festival Cannes è stato messo in segno di omaggio in giuria -, da cui si aspettava buone notizie. 
Nell'appello il regista, rivolgendosi ai suoi colleghi iraniani, ricorda come ha già preso posizione verso l'arresto non solo di Panahi, ma anche di Mohammad Rassoulof con una lettera aperta del 9 marzo 2010 sul New York Times, in cui rivendica che questi due artisti appartengono alla cultura mondiale. "Convinto - si legge nell'appello - che una voce pietosa non sia vana, spero di non vedere più imprigionato un'artista per motivi legati alla sua arte, e di non vedere i giovani cineasti indipendenti sottomessi al disprezzo e alla discriminazione". E in conferenza stampa Kaurismaki, Leone d'Oro a Venezia, aveva aggiunto anche "se il governo iraniano continua a rifiutare di liberare Jafar allora ci deve spiegare perché un film possa essere considerato un crimine quando neppure è stato iniziato".

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