Va bene Google o Wikipedia, ma un libro mette insieme le formule magiche che hanno aiutato generazioni di studenti. E che ora - dice Stefano Bartezzaghi - finiscono per diventare dei giochi
di Alessandra Rota
Alzi la mano chi almeno una volta nella vita non ha recitato a mente la filastrocca per ricordarsi l'ultimo giorno del mese: ... Trenta giorni ha novembre con april, giugno e settembre, di ventotto ce n'è uno, tutti gli altri ne han trentuno... Nel suo libretto (pagg.130, euro 15, Sperling & Kupfer) Pinuccia Ferrari Dossena, giallista, "gattara", consulente editoriale ha raccolto "le magiche regole per non dimenticare". Puro nozionismo del tempo che fu ma che ha aiutato generazioni di scolari nel difficile compito di districarsi tra accenti, doppie, formule matematiche e fisiche. Scrive Stefano Bartezzaghi nella prefazione: "Anche i sistemi coatti con cui una volta si era costretti a mandare a memoria sciocchezze come i nomi delle catene delle Alpi ("Ma con gran pena le reca giù") rivelano così il loro senso: ora che nessuno ci obbliga ad adottarli (tanto, se non sono su Google vuol dire che non sono poi così importanti) diventano giochi".
Ormai la grammatica è un optional anche e soprattutto grazie all'anarchia che vige nell'universo degli sms, msm, mail e quant'altro. Sono passati solo cinquant'anni da quando i maestri facevano imparare la filastrocca ... Are, ere, ire l'acca fan fuggire, oppure Scienza e coscienza della i non fanno senza. Se "Io speriamo che me la cavo", caso editoriale di Marcello D'Orta e conseguente film di Lina Wertmüller ha fatto storia con gli strafalcioni dei sessanta temi di altrettanti ragazzini napoletani, oggi forse nessuno si stupirebbe, nemmeno il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini che è nata nel'73. Però quanto sarebbe utile avere ancora a mente la poesiola che recitava: Su qui e qua l'accento non va su lì e su là l'accento ci sta, su me e su te l'accento non c'è e non lo vuol su ma lo vuol giù e lo vogliono pure lì, là, più, considerato che anche Wikipedia ogni tanto sbaglia.
Per chi non aveva una "beatiful mind" la matematica poteva diventare un incubo. Ma ecco le scappatoie mnemoniche vintage: Fatti Vedere Sabato, la formula F+V=S+2, ossia il teorema per cui, in un solido, il numero di facce più il numero dei vertici è uguale al numero degli spigoli più due. Oppure la più celebre:Della sfera il volume qual è? Quattro terzi pi greco erre tre (che durante il fascismo era: "In Italia c'è il duce e c'è il re, quattro terzi etc...). Povera Vacca Incinta era utile per ricordare la formula che lega potenza (P), tensione (V) e corrente (I): P(t)=V(t) xI(t). Ancora, Le Zie Parlano Di Dio, sono le iniziali delle cinque fasi della meiosi, la riproduzione delle cellule sessuali: Leptotene, Zigotene, Pachitene, Diplotene, Diacinesi.Sacred manor è 'espressione che richiama gli apparati del corpo umano: scheletrico, circolatorio, respiratorio, digerente, muscolare, nervoso, riproduttivo. E il latino? Dic, duc, fac, fer se ne andarono alla guer. Se non era per fio, fis, ammazzavano volo e vis: un mucchietto di rime per rammentare i più importanti imperativi irregolari.