TANGLED UP IN BLUE

Mercoledì 29 Settembre 2010 12:04 Silvana Grippi
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TANGLED UP IN BLUE

Diretto da Haider Rashid

A seguire, dibattito con il regista

Il film viene presentato all'interno della rassegna Visioni Off, a cura di Gabriele Rizza

Martedì 5 Ottobre alle ore 21.00 presso il cinema Cinecittà Cineclub, Via Pisana 576, Firenze
(E' possibile accedere sia da Via Pisana 576 che da Via Baccio da Montelupo 35)

Ingresso 5 euro

Per informazioni: Haider Rashid
haider.rashid@gmail.com<mailto:haider.rashid@gmail.com&gt; 338 19 59 661


Dal programma della rassegna:

Una coproduzione italo irachena. La prima in assoluto. Che ha coinvolto anche il Regno Unito e gli Emirati Arabi Uniti tramite il Festival di Dubai dove è stato presentato in prima assoluta e dove ha vinto il premio come miglior film (altra fortunata uscita al Digital Film Festival di Seul). Un progetto durato tre anni, scaturito un po' per caso da una pièce teatrale americana (ma giusto lo spunto, la scintilla creativa) e via via cresciuto, intrecciandosi alle vicende personali e agli accadimenti reali. La storia di fuori e le storie di dentro.

Un dramma notturno sull'alienazione urbana visto e attraversato da chi si sente forzatamente in "esilio". In una Londra caotica e multietnica, austera e nebbiosa. Una storia cosmopolita che mescola le radici del cuore e le ragioni di una svolta, intrisa di fascinazione letteraria, un figlio che insegue e cerca e ritrova la figura paterna (un famoso scrittore iracheno assassinato a Baghdad dopo anni di lontananza) sulle tracce di cassette audio.

Un puzzle da ricostruire e una vita da riordinare. Il ritorno a casa come missione incompiuta e tragicamente rivelatrice. La perdita di identità ma anche il coraggio di cercare, sapere, conoscere. Un romanzo di formazione. Una storia d'amore e di amicizia. E di solitudine e di isolamento. Il titolo significa intrecciato, intrigato, confuso. Le tessere del mosaico sono tante e gli incastri non arrivano sempre. Haider Rashid è nato a Firenze nel 1985 da madre italiana e padre iracheno. Ha cominciato giovanissimo a lavorare per il cinema e la televisione, prima come attore e poi come operatore, montatore e autore di cortometraggi (Come acqua, Haphazardly) e del documentario Between Two Lands sulla seconda generazione degli esiliati iracheni a Londra, città dove ha vissuto per anni, iscrivendosi a una scuola di cinema ben presto abbandonata. Autodidatta nel senso operativo del termine, Rashid gira il suo primo lungometraggio come un inquieto vagabondaggio denso e frusciante fra le pulsazioni dell'animo.

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