Firenze, 29 settembre 2010 - In libreria l’edizione italiana di “Adán Buenosayres”
Capolavoro della letteratura argentina scritto da Leopoldo Marechal
Presentazione in anteprima alla Fiera del libro di Francoforte in collaborazione con il Ministero delle Relazioni Estere, Commercio Internazionale e Culto della Repubblica Argentina
Adán Buenosayres, romanzo-chiave dell’opera di Leopoldo Marechal, è considerato il capolavoro della letteratura argentina del Novecento e uno dei testi più riusciti della letteratura latinoamericana di tutti i tempi. Pubblicato e studiato in tutto il mondo fin dalla sua prima uscita nel 1948, è oggi finalmente disponibile per la prima volta in Italia. Adán Buenosayres è un sogno ininterrotto, un universo smisurato di personaggi e creature fantastiche che trascina senza posa il lettore in una girandola di situazioni e suggestioni irresistibili, a cavallo dei generi letterari più svariati, dall’epopea alla satira, al romanzo sociale e di costume. Il linguaggio esplosivo e straordinario di Marechal fa dell’Adán Buenosayres la lettura imprescindibile per chiunque ami la narrativa e il romanzo, il tassello che mancava nel luminoso quadro della creazione letteraria mondiale.
Leopoldo Marechal (1900-1970) nasce a Buenos Aires da una famiglia di origine francese. Terminati gli studi, si divide tra l’insegnamento scolastico, la pubblicazione letteraria e le collaborazioni con alcuni periodici, che gli permettono di entrare in contatto con intellettuali del calibro di Jorge Luis Borges, poi immortalato tra i personaggi dell’Adán e di dar inizio alla produzione letteraria che farà di lui, insieme allo stesso Borges e a Julio Cortázar, uno dei più grandi scrittori argentini moderni. La stesura del primo romanzo richiede a Marechal quasi vent’anni, i centrali della sua vita, durante i quali non solo continua a scrivere poesie e opere teatrali, ma ricopre anche importanti cariche politiche tra cui quella di ministro della Cultura nel primo Governo Peròn. Alla sua caduta inizia un vero e proprio ostracismo da parte del mondo culturale argentino, tanto che egli stesso malinconicamente si autodefinirà «il poeta deposto». Nel 1965 esce il suo secondo romanzo, Il Banchetto di Severo Arcangelo, e cinque anni dopo il terzo romanzo, Megafòn, o la guerra, a un mese dalla morte del suo straordinario autore.

Trama
Mentre accompagna il feretro del poeta Adán, il narratore dichiara di volerci raccontare i tre giorni epocali della vita di questo suo amico perduto: vita segnata dalla ricerca di un’unità esistenziale e illuminata nel finire da un amore senza speranza per Solveig.
Il primo giorno (Libri I-IV) è un viaggio iniziatico di Adán che dopo un’epica attraversata del suo quartiere, un microcosmo di macchiette ilari nel contesto di una epopea miserabile, prende il via all’ “incontro definitivo” in casa dell’amata, un matinée dove si riunisce con il suo strampalato gruppo di amici, i cui ritratti celano i “compagni martinfierristi” dell’autore. Col calar delle tenebre, mentre il tenore alcolico incessantemente sale, il gruppo precipita nelle tenebre dei sobborghi portegni, alla veglia funebre di un sordido gotha dell’antico gauchismo, poi a un decadente simposio notturno, e infine in un inquietante postribolo.
Ogni passo è un’occasione per accendere una mirabolante giostra di personaggi e lingue sospesi tra la malinconia e la comicità più irresistibile, una vertigine letteraria evocata da “quella malattia, o privilegio, di vedere in ogni cosa figure e traslazioni”, una distanza esistenziale dal mondo che Adán affronta sin dall’infanzia e che sprofonda in vera e propria angoscia l’indomani (Libro V), un giorno uggioso di postumi e normale insegnamento a scuola. Più gli avvenimenti trascolorano, più il linguaggio esplode, tanto che a un certo punto il lettore stesso si accorge di trasformarsi nell’attore di una misteriosa pièce.
Il Libro VI e VII sono le due “opere” di Adán. La prima, il “Quaderno Vestito di Blu”, dedicato a Solveig, è una breve pausa autobiografica di finzione in stile “bucolico-neoplatonico” che racconta gli anni giovanili del protagonista e il sorgere dell’immagine angelicata dell’Amata. Ritorna, anzi esplode, la fantasmagoria di volti e linguaggi con la seconda, il “Viaggio all’oscura città di Cacodelphia” (Libro VII). Il racconto del terzo giorno è infatti la cronaca in prima persona della catabasi che Adán in compagnia dell’amico astrologo Schulze, un Virgilio dietro cui si nasconde il pittore e glottoteta Xul Solar, compie attraverso la “Buenos Aires intellettuale”: l’inferno è una tra le immagini della realtà.
Curatore all’edizione italiana : Claudio Ongaro Haelterman, Professore di Estetica Contemporanea e Filosofia Latino-Americana presso l’ Università Nazionale di Buenos Aires e Istituto Universitario Nazionale dell’Arte Argentina; Assessore accademico dell’Unità Nazionale di Progetti speciali di Cultura del Ministero degli Affari Esteri dell’Argentina, membro della Fondazione Internazionale Leopoldo Marechal, membro Associazione italiana Studi ibero-americani.
Traduzione a cura di : Nicola Jacchia, tra gli autori ispanoamericani tradotti Gonzalo Garcés Santiago Gamboa Edmundo Paz Soldán Andrés Neumann, Pilar Quintana per Segesta-RCS.
Ufficio Stampa: Vallechi - Sebastaina Gangemi
Prezzo di copertina : 21,00
Formato : 14,5X21
Pag. 732
ISBN : 978-88-8427-149-5
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