23 novembre 1980

Martedì 23 Novembre 2010 11:03
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Era il 23 novembre 1980 le 19:34 quando una scossa di magnitudo 6,5 sulla scala Richter colpì l'Irpinia.Durò novanta secondi.Un ipocentro di 30 km di profondità.

Come non si scorderà mai l'Aquila così la tragedia dell'Irpinia non può venir dimenticata dopo trentanni.

Le province maggiormente colpite furono Avellino, Salerno e Potenza e relativi comuni con un totale di 2.914 morti pari ai morti dell'11 settembre.

Non si capì inizialmente l'entità della catastrofe solo nella notte e dalle ricognizioni del mattino seguente si ebbe un'idea più chiara dei danni e dei morti.Inizialmente i quotidiani titolavano " scossa di terremoto in Campania" per poi divenire "centinaia di morti" per poi passare ad una più drammatica reatà "migliaia di morti".Fu Pertini per primo,presidente della Repubblica, a denunciare i gravi ritardi nei soccorsi in un indimenticabile messaggio agli italiani. Gli aiuti non riuscirono a coordinarsi e così molte persone ancora tra le macerie trovarono la morte.

Ed anche su questa tragedia si speculò in termini di ricostruzione: negli anni vi fu un susseguirsi d' interessi sui fondi ad essa destinati.

Nella giornata di oggi sono previsti molti momenti commemorativi: a Grottaminarda laboratori didattico "La terra trema..io no!"; presentazione del documentario "Non chiamatemi terremoto" con Luciana Littizzetto.Nel pomeriggio manifestazione ad Avellino.Per le sezioni Memoria e Conoscenza il filmato "Ultime voci dall'epicentro" e gli interventi del Direttore Centro Nazionale Terremoti INGV Giulio Selvaggi e del simologo Romano Camassi.Mostra "TerraeMotus" presso il Carcere Botanico di Avellino.

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