Libreriacafè La Cité: Quando il potere è operaio

Giovedì 09 Dicembre 2010 11:13
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riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

Venerdì 10 dicembre, ore 18.30 - Libreriacafè La Cité

Borgo san Frediano 20r 

Presentazione del libro - Quando il potere è operaio.

Autonomia e soggettività politica a Porto Marghera (1960-1980)

a cura di Gianni Sbrogiò e Devi Sacchetto (ed. manifestolibri, 2009)

 

Insieme ai curatori interverrà Gabriele Polo (direttore editoriale de “Il manifesto”)
Introduce: Filippo Benfante (E.U.I.) 

Un pezzo della storia di Potere Operaio e poi di Autonomia Operaia raccontato dai protagonisti: contiene, fra l’altro, saggi di Karl Heinz Roth, Toni Negri, Massimo Cacciari.

Il libro

Il volume delinea, attraverso saggi e interviste ai protagonisti, le vicende del gruppo operaista del grande polo petrolchimico di Porto Marghera, ricostruendo le lotte operaie e i percorsi politici di uno dei più avanzati laboratori del conflitto degli anni Sessanta e Settanta. Le lotte che si susseguono a Marghera in quegli anni sono sostenute da una classe operaia fortemente acculturata che per la prima volta si dota di forme autonome di organizzazione. Quell’esperienza darà origine a una inedita soggettività operaia, studentesca e intellettuale e a una scuola politica che inciderà profondamente nel conflitto sociale degli anni successivi. Al volume è allegato il documentario in dvd “Gli anni sospesi” di Manuela Pellarin che, attraverso 25 video-interviste ai protagonisti e con l’uso di materiali d’epoca, ricostruisce le vicende di quella vera e propria istituzione operaia che fu il Comitato di Marghera. 

Questo volume nasce grazie a un lutto. La morte di Augusto Finzi nel 2004 ha rimesso in circolo vecchi compagni che hanno donato i materiali del loro percorso politico. Dopo averli gelosamente custoditi e salvati nonostante i sequestri delle perquisizioni nel corso degli anni, molti di loro ne hanno fatto dono alla Biblioteca comunale di Marghera per costituire l’Archivio operaio Augusto Finzi. L’idea di un archivio era nata dallo stesso Augusto che aveva preso i primi contatti con i responsabili della Municipalità di Marghera per creare un Centro di documentazione di storia locale. Il Centro di documentazione è ora attivo dal 2006 proprio con il materiale che i compagni di Augusto hanno raccolto, organizzandosi nel Comitato Archivio Operaio Augusto Finzi. Un passaggio importante per non disperdere le memorie di percorsi politici fondamentali nelle trasformazioni del lavoro a Porto Marghera, come altrove.

Riviste, documenti, volantini e altro materiale spesso ciclostilato che raccontano del tentativo di un assalto al cielo alla luce del sole, a viso scoperto. Di fronte ad archivi che prevedono il segreto di stato per decenni, qui siamo di fronte a una classe operaia che si muove in modo aperto, conosciuto e che viene riconosciuta nelle sue strategie e obiettivi. Si tratta del tentativo di contrastare l’apparente e inoppugnabile destino del sacrificio di lavoratrici e lavoratori salariati sull’altare dell’accumulazione. Il materiale riflette l’attività politica e sociale di un gruppo di persone che condividevano ideali e che avevano lavorato insieme per raggiungere obiettivi comuni, prima all’interno prevalentemente della Cgil e del Pci e, in seguito, fuori da esse costituendo un Comitato operaio, aderendo in seguito a Potere operaio e infine formando l’Assemblea autonoma di Porto Marghera. È una vicenda che rischiava di non lasciar traccia e che supera agevolmente lo scoglio della storia locale.

L’esperienza di Porto Marghera è infatti in grado di irradiarsi a distanza con quanto accade in altri contesti dove si è lottato e si lotta “contro l’annientamento attraverso il lavoro”, come rileva nel suo importante saggio Karl Heinz Roth. Non si tratta cioè tanto dei collegamenti nazionali e internazionali sviluppati dal gruppo operaista di Marghera, quanto della sua capacità di elaborare e ispirare una posizione politica attraverso l’articolazione di una pratica e di una teoria operaia di profonda innovazione politica.

L’ossatura del volume è costituita dalla ricostruzione storica delle vicende e dei protagonisti del grande polo industriale di Porto Marghera che dalla metà degli anni Sessanta alla fine degli anni Settanta ha raggiunto la sua massima espansione arrivando a circa 45 mila occupati.

Il primo saggio di Gianni Sbrogiò ricostruisce le vicende che a partire dalla fine degli anni ’50 interessano il sito industriale di Porto Marghera. L’attenzione dell’autore è alle lotte, in particolare a quelle sostenute e promosse dal gruppo operista, che si sviluppano nel contesto di fabbrica, così come all’esterno dei luoghi della produzione. Il lungo lavoro di ricerca bibliografica tra volantini e documenti permette così una lettura dell’espansione, dell’affermazione e del declino del gruppo operaista di Porto Marghera, offrendo un importante quadro di quanto troppo spesso viene letto solamente attraverso le lenti delle organizzazioni, sindacali o politiche.

I tre interventi che seguono di Massimo Cacciari, Toni Negri e Karl Heinz Roth sono stati presentati durante il Convegno “Settanta. Gli anni sospesi” organizzato dal Comitato Archivio operaio Augusto Finzi e dal Comune di Venezia nell’ottobre-novembre 2007. Massimo Cacciari mette in luce come le lotte che si sono espresse a Marghera sono attraversate da una forte tensione con il passato italiano e in generale con le culture di provenienza dei militanti. È una classe operaia, fortemente intellettuale, e con caratteristiche di autonomia che secondo Cacciari, si presenta con una vocazione di governo. Il saggio di Toni Negri si sofferma invece sul lungo apprendistato politico alla lotta di classe vissuto dall’autore, protagonista insieme con altri intellettuali, operai e studenti dell’esperienza di Porto Marghera fino alla fine degli anni Sessanta.

La costruzione del Comitato operaio, “una vera istituzione operaia”, come ricorda Negri, permette la produzione operaia di “norme” che saranno di fondamentale importanza per la gestione diretta delle lotte. Karl Heinz Roth mette in luce l’avvicinamento politico del Proletarische Front, gruppo tedesco a cui l’autore partecipava, alle posizioni di Potere operaio e in particolare all’esperienza di Marghera, considerata un eccezionale laboratorio dell’autonomia operaia nell’Italia settentrionale. La collaborazione del Proletarische Front che ne seguì si pone lo scopo di omogeneizzare le lotte dell’operaio massa multinazionale. Lo sviluppo delle attività del Comitato operaio di Marghera, dalle prime fasi di inchiesta e di con-ricerca fino alla gestione autonoma delle lotte e alla pubblicazione del manifesto “rifiuto del lavoro” spinge il gruppo tedesco ad attivare pratiche simili nella Repubblica Federale di Germania. Ma l’assenza di una intellettualità operaia in grado di costruire una propria posizione politica impedisce il dispiegamento di simili esperienze.

Di séguito viene poi riportato il testo del “Rifiuto del lavoro” pubblicato nel 1970 dal Comitato operaio di Porto Marghera. È uno dei testi più importanti elaborati dal gruppo operaista che s’incentra sulla critica alla scienza (capitalistica) e al suo concetto di progresso. La proposta finale del Comitato operaio è quella non tanto della eliminazione della proprietà privata, quanto della distruzione della necessità di lavorare per vivere poiché l’unica libertà essenziale degli operai nella società capitalistica è quella di alzarsi ogni mattina per ritornare al posto di lavoro.

Nell’ultimo saggio Devi Sacchetto, attraverso l’analisi di 24 lunghe interviste ad alcuni dei protagonisti delle lotte di Porto Marghera, compone il mosaico del lento emergere di soggettività politica di quadri operai cresciuti all’interno delle fabbriche. Si tratta di intellettuali di fabbrica che costruiscono non solo uno dei poli operai più importanti di Potere operaio (1967-1973) a livello italiano, ma che sviluppano progressivamente una propria posizione politica e sono in grado di promuovere e di autofinanziare attività politiche all’interno e all’esterno dei luoghi di lavoro.

Al libro è allegato il documentario “Gli anni sospesi” di Manuela Pellarin che attraverso sia le video-interviste realizzate sia ad alcuni importanti materiali d’epoca ricostruisce la vicenda del gruppo operaista di Porto Marghera.

 

 La Cité libreriacafè - Borgo san Frediano 20rosso  - 50123 – Firenze

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