Mostre: Autoritratte

Venerdì 17 Dicembre 2010 19:48
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Dal 17 dicembre 2010 al 30 gennaio 2011 alla Sala delle Reali Poste

una mostra promossa dagli Amici degli Uffizi e realizzata dalla Galleria degli Uffizi

AUTORITRATTE

Artiste di capriccioso e destrissimo ingegno

Dal 17 dicembre 2010 al 30 gennaio 2011 alla Sala delle Reali Poste

una mostra promossa dagli Amici degli Uffizi e realizzata dalla Galleria degli Uffizi

 

 Alla Sala delle Reali Poste, dal 17 dicembre al 30 gennaio, la decima edizione del ciclo “I mai visti” con la mostra “AUTORITRATTE. Artiste di capriccioso e destrissimo ingegno”, promossa e voluta dagli Amici degli Uffizi, l’associazione che dal 1993 sostiene le politiche culturali della Galleria.

La mostra è realizzata dalla Galleria degli Uffizi (la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze), organizzata da MondoMostre, resa possibile dal determinante contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e grazie al sostegno di Knauf e Ataf.

Questa edizione, a cura di Giovanna Giusti, è dedicata alla “sezione femminile” della Collezione di autoritratti della Galleria degli Uffizi. Le “Autoritratte” sono una parte minima (solo il 7%) della intera Collezione (1700 opere circa), unica per originalità e ricchezza. Attraverso la selezione di sessanta effigi di artiste note e meno note, si compone una miscellanea di tipologie, mirando alla notorietà, alla qualità, alla moda, all’originalità e al mistero delle ignote. La mostra rende visibile da una parte la storica condizione di subalternità della donna artista – circoscritta troppo a lungo a campi riduttivi della propria espressività – e dall’altra le scelte dei collezionisti, mecenati e direttori, che hanno saputo includere nella Collezione opere di singolare interesse, anche di artiste donne, fin dal Seicento, quando il cardinal Leopoldo de’ Medici ne compose il primo nucleo.

Nelle parole della Soprintendente Cristina Acidini: “Per le collezioni fiorentine era tempo che si raccogliessero i frutti di un ormai lungo lavoro d’indagine documentaria e di ricognizione critica, grazie al quale negli anni molte personalità artistiche femminili sono riemerse negli studi, in attesa d’esser presentate ad un più vasto pubblico".

La mostra percorre, attraverso l’osservazione di opere passate e contemporanee, l’attenzione rivolta da artiste donne alla propria immagine. Seguendo i loro volti se ne scopriranno i contesti sociali, convenzioni e libertà. Se la pittrice del Cinquecento, perpetuando lo studio di sé attraverso lo specchio – una tecnica scoperta proprio da una donna artista del passato – era apprezzata con galanteria e curiosità, era tuttavia vista come un prodigio; l’universo femminile era vincolato al territorio maschile, agli studi di padri, fratelli, mariti; raggiungere la fama, spesso a scapito della vita personale, era un’eccezione. Così il ritratto, ritenuto un genere proprio dell’ esercizio femminile, era particolarmente praticato; ma anche quando artiste ‘forestiere’ del calibro della Kauffmann o della Vigée Le Brun raccoglieranno onori e fama, il loro autoritratto sarà riconosciuto prodotto da una intelligenza singolare onde pare uscito dal pennello di un uomo di sommo merito, più che da quello di una femmina.

E’ soprattutto nel Novecento che si avverte un forte cambiamento: attraverso l’attentato della mimesis e la decostruzione delle identità, l’immagine non è più duplicazione del suo modello ma l’equivalente. E’ ora possibile una equiparazione tra autobiografia e autoritratto, con i suoi parallelismi e le sue incongruenze. Il ritrarsi implica la scelta di sostenere lo svelamento di una propria intimità., realizzabile anche per l’utilizzo dei nuovi media, che ormai includono oltre alla fotografia, la videoarte e la tecnologia digitale. L’impatto è forte, coinvolgente, l’occhio della camera denuda, testimonia, mistifica, rimanda alle riflessioni sul corpo e alle possibilità di decostruzioni metaforiche.

Singolarmente la Collezione di autoritratti degli Uffizi annovera nel Corridoio Vasariano alcune di quelle pittrici che i repertori riconoscono degne di menzione tra Cinquecento e Settecento. Poche emergenti allora, diverse da conoscere oggi, alcune da riportare alla luce di una identità o di una fama perdute, come accaduto a Maria Hadfield Cosway. Un ingresso lento, tra Otto e Novecento, per vie diverse, farà raggiungere la ‘vetta’ di un centinaio di autoritratti ‘femminili’, oggi nella gran parte conservati nei depositi.

Sottolinea il direttore della Galleria degli Uffizi Antonio Natali: ʺQuest’anno non si dirà ‘i mai visti’, ma ‘le mai viste’; perché l’esposizione di Natale agli Uffizi è tutta votata al femminile, a creazioni concepite da donne; anzi, a effigi di donne che meditano sulla propria apparenza o sulla propria identità intellettuale e poetica. Nella mostra ci s’avvedrà che a partire dalla metà del Novecento l’esercizio espressivo delle donne s’arricchisce; e nel contempo si amplifica l’intensità della loro voce. La poesia – sia essa di parola, di figura o d’invenzione – non può prescindere dalla libertà. Libertà d’esprimersi senza sentire sul collo il vento o anche soltanto l’alito dei pregiudizi. Libertà di essere (e non solo di sentirsi) pari a qualsiasi altro compagno di viaggioʺ.

Quest’anno il consueto appuntamento con ‘I mai visti” offrirà al pubblico la possibilità di conoscere la straordinaria forza dell’arte al femminile: 80 i nomi delle artiste in mostra, 60 le “storiche” – dalla Tintoretta a Lavinia Fontana, Rosalba Carriera o Elisabeth Vigée Le Brun fino alle meno note Marianna Waldstein, Irene Parenti Duclos, Therese Schwartze Van Duyl, Elza Ransonnet Villez, Marie Collart Henrotin; ma anche Merret Oppenheim, Marie Laurencin, Kathe Kollowitz, Elisabeth Chaplin, Olga Carol Rama.

Un particolare significato assumono tre ritratti di ignote artiste, “da battezzarsi”, come scritto sul retro di una delle tele, i cui nomi ci auguriamo possano tornare alla luce, come quello di una straordinaria giovane Maria Hadfield Cosway, riconosciuta recentemente ed esposta per la prima volta.

Ai ritratti delle artiste storiche si aggiungeranno le ultime recentissime acquisizioni: 20 nuove artiste che la Galleria degli Uffizi ha invitato ‐ per l’aggiornamento e il futuro della Collezione – alla donazione di un autoritratto. La risposta è stata generosa e variata l’espressione, attraverso quei media, dall’olio, alla fotografia, al collage, all’arazzo, al video, alla scultura che si fanno strumenti della varietas creativa del secondo Novecento. Così oggi gli autoritratti di Carla Accardi, Jenny Holzer, Vanessa Beecroft, Niki De Saint Phalle, Patti Smith, Francesca Woodmann, Ketty La Rocca, Alison Watt, Lynne Curran, Berline de Bruyckere, Nadia Berkani, Antonella Bussanich, Yayoi Kusama, Marilù Eustachio, Lucia Marcucci, Mirella Bentivoglio, Elisa Montessori, Tinca Stegovec, Giosetta Fioroni, Esther Ferrer assumono un ruolo di simbolica ‘compensazione’, esemplificando quante mutazioni di pensiero e di stile abbiano fecondato il secolo appena trascorso; e ciò proprio ad opera di tante donne risolute, impegnate, capaci d’esprimere ingegno e creatività.

Attraverso un centinaio di pezzi in totale (tra autoritratti, foto, oggetti, studi e copie), sarà possibile rilevare mutamenti stilistici, orientamenti, mode, qualità e tecniche nel corso del tempo, talvolta, scoprendo anche qualche fragile ingenuità.

Molte delle opere in mostra escono dai depositi del museo per la prima volta ed anticipano le intenzioni della Galleria di un progetto di riorganizzazione degli spazi che permetta di poter godere di queste preziose opere in maniera permanente.

«Anche quest’anno siamo lieti di poter esporre le opere conservate nei depositi della Galleria nel consueto appuntamento con “I Mai Visti”, come dono alla città di Firenze e ai visitatori del Museo – ha commentato Maria Vittoria Rimbotti, presidente dell’Associazione Amici degli Uffizi – Quest’ultima iniziativa si arricchisce di ulteriore pregio, perché la scelta di dedicare la mostra ad artiste, tutte di notevolissimo ingegno, è un’occasione unica per conoscere la straordinaria forza dell’arte al femminile.»

Il catalogo, pubblicato da Polistampa, comprende saggi di Giovanna Giusti e Maria Grazia Messina. Le schede delle opere sono a firma di: Grazia Badino, Federica Chezzi, Margherita Ciacci Berardi, Simonella Condemi, Monja Faraoni, Giovanna Giusti, Silvia La Rossa, Alessandra Malquori, Claudia Tognaccini, Eleni

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 17 Dicembre 2010 19:55 )