
(foto: Wikipedia)
Qualche giorno fa, Greenpeace pubblicava un rapporto secondo cui l'artico si starebbe scaldando due volte più velocemente del resto del mondo, e questo aggrava gli effetti dei cambiamenti climatici già in corso su tutta la Terra (1).
Intanto, nell'ultimo mese si sono alternate notizie positive e negative sul futuro dell'artico, e in particolare, su uno dei suoi aspetti più controversi, ossia le trivellazioni petrolifere. La Norvegia, lo scorso 18 Maggio, avrebbe concesso la sua porzione di artico alle perforazioni esplorative di ben 13 compagnie petrolifere (2), ma uno studio realizzato dal ministero della difesa britannico sostiene che il basso prezzo del petrolio, unito alla minore dipendenza da esso dell'economia mondiale, rende antieconomiche queste imprese (3). Intanto cresce la consapevolezza dell'importanza della preservazione dell'ambiente polare; e centinaia di scienziati hanno scritto una lettera aperta a Obama perché si impegni a prevenire la caccia al petrolio in quelle zone (4). Ma, “il fronte” di maggior rilievo nel quadro dello sfruttamento delle risorse petrolifere e del conseguente inquinamento, rimane quello russo, e, soltanto ieri, a conferma della pericolosità ambientale del petrolio, l'agenzia di stampa russa “in lingue estere” Spuntiniknews, dava notizia di un grosso sversamento di petrolio in mare nel porto di Nakhodka, poco a nord di Vladivostok (5).
Fabrizio Cucchi, DEApress
(2)http://phys.org/news/2016-05-norway-arctic-zones-oil-exploration.html
https://www.theguardian.com/world/2016/may/19/norway-arctic-new-oil-drilling-licences
(3) https://motherboard.vice.com/read/future-operating-environment-2035
(4) https://www.theguardian.com/world/2016/jun/14/climate-change-barack-obama-arctic-oil-gas-drilling
(5) http://sputniknews.com/russia/20160616/1041416083/russia-nakhodka-port-oil-spill.html
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