La comunicazione sociale è la libertà di manifestare il pensiero per affermare un diritto socialmente utile.
L'Art. 21 della Costituzione italiana protegge il diritto di accesso dei cittadini ai mezzi di comunicazione:
il pensiero e la sua libera espressione deve avere questa valenza.
Prima di spiegare perché l' Agenzia di stampa DEApress ha scelto di schierarci per la comunicazione sociale vorrei fare un preambolo.
Ogni cittadino oltre che personalità giuridica è - principalmente - un bagaglio di esperienze. Un'insieme di cittadini sono - quindi - esseri umani che si scambiano esperienze per educarsi a vicenda.
La comunicazione vera, oggi, è carente di difese, in quanto la controinformazione non basta più ad insegnarci come possiamo difenderci e intervengono altri fattori, come tutti i virus, ogni volta trovato il vaccino si ricreano ulteriori modificazioni. Quindi anche se ognuno di noi si fa carico della comunicazione deve anche imparare ad impadronirsi dei media idonei alla trasmissione del pensiero "corretto". Naturalmente siamo consapevoli che il giusto pensiero non esiste ma si può fare in modo che vengano riconusciute delle regole etiche comuni, sulla base di esprienze dirette con una data realtà - attenzione non virtuale ma sociale.
Le false risposte ai nostri bisogni ci fanno perdere le strade indicate e ci indicano varie strade dove i nostri bisogni rispondono a scale di valori alterati a seconda di chi li propone. Troppa disponibilità di merci materiali spacciati per soluzione e raggiungimento della felicità, troppa poca morale e/o pronografia misticficata per libertà sessuale, troppe "notizie" contrabbandate per informazioni, troppi sms al posto della comunicazione. Un danno irreparabile per le nuove generazioni?
Il sistema con tutte le implicazioni politiche ci impone l' esportazione di un concetto di "democrazia", e la menzogna imperversa tra i politici per una manciata di voti diffondono pregiudii e soluzioni varie ai nostri pregiudizi, il concetto di guerra e di pace sono stravolti e quindi andare a fare missione di pace può nascondere un vecchio concetto di guerra, bombardamenti mirati contro il "terrorismo" sono le logiche della morte come punizione per i cattivi. Ma le bombe colpiscono spesso bambini innocenti, ma noi continuiamo a finanziare una "pace" strana con armi e mercanti di morte. La stampa è molto spesso seducente come pure la bontà di molte associazioni umanitarie pagate profumatamente non sappiamo da chi e da cosa. Ma gli aiuti arrivano? Quando andari in Sudan per la prima volta mi accorsi che gli aiuti umanitari erano fermi al confine di Kassala e venduti al mercato. Mentre coloro che avevano portato i soldi erano nell'unico villaggio turistico a finire i soldi della propria missione.
Contro le logiche del potere (menzogna-violenza-privilegi), noi redattori sociali, ci richiamiamo a principi morali alla ricerca della liberà e della giustizia. La libertà di manifestare ilpensiero non è un dato acquisito, va conquiesta a dispetto della politica ufficiale e dei media che dichiarano di rappresentarci e parlare a nostro nome. Quindi il Redattore sociale, diventa il "pioniere" sulla barricata che difende dalle menzogne e ci aiuta a parlare. Il nostro sito web - DEApress on line - è nato con questa prospettiva e speriamo di poter farlo. Non rincorreremo le notizie, ci basterà essere presenti su alcune situazioni.
Deapress/silvana grippi
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