E' stata analizzata la situazione nelle carceri italiane e definita al limite del sopportabile. problemi di sovraffollamento e terribili condizioni di vita che sfociano molto spesso in suicidi, i dati contano 1000 (circa) suicidi nel 2010. I problemi sono gravi e il suicidio dai dati emersi dal Rapporto del Sappe, del sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria sono preoccupanti. Circa seimila detenuti hanno commesso atti di autolesionismo e moltissimi sono coloro che prendono psicofarmaci. Il dato è allarmante di questo universo dimenticato purtroppo è appartenente solo ad u na categoria di persone indifese e con disagi verso la società che non li ha accettati con pene detentive dovute anche a errori giudiziari, non tutti possono permettersi un avvocato e la legge non è uguale per tutti.
Fonte RAInews24: "A partire dagli anni '70 il problema dell'inadeguatezza e dell'insufficienza del nostro sistema carcerario è stato spesso preso in esame per poi essere troppo presto dimenticato. Il carcere, quindi, considerato e gestito solamente come luogo dove si paga il tributo alla società per i crimini commessi, arriva a negare ai detenuti, oltre alla libertà, il diritto fondamentale ad essere comunque considerati e trattati come esseri umani. In troppi casi l'assistenza sanitaria appare insufficiente, quando non totalmente assente: il diritto alla salute dei detenuti è rimasto sulla carta, dopo l'assegnazione alle ASL, che non hanno né i mezzi, né il know how necessario per operare nei luoghi di restrizione della libertà. Gli spazi fisici non sono sempre vivibili: la popolazione detenuta in Italia negli ultimi dieci anni è cresciuta dell'80%, a fronte di strutture rimaste sostanzialmente invariati e, dunque sempre meno sopportabili. A Poggioreale i detenuti dovrebbero essere in 1.308, ma ce ne sono oltre duemila stipati. L'assistenza sociale è spesso ridotta ai minimi termini: il carcere negli ultimi anni ha abiurato ad una sua primaria funzione, rieducare i detenuti alle regole di una società civile, preparandoli al loro ritorno nel mondo sociale esterno con gli stessi diritti degli altri cittadini."
Oggi il disagio sociale non solo è aumentato ma il sistema carcerario è addirittura fermo e il noareo governo cerca di fare leggi giustificativi per i ricchi e misure repressive per i soggetti poveri e immigrati senza occuparsi delle funzioni rieducative. Senza una vera riforma carceraria rischiamo di creare un carcere nel carcere che potrebbe scoppiare come negli anni settanta.Le uniche armi in mano ai detenuti sono lo sciopero della fame perchè reclamare dei diritti è diventato impossibile anche se le istituzioni parlano di oltre 36mila i detenuti coinvolti in manifestazioni contro il sovraffollamento delle strutture carcerarie.
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