Il quorum è stato raggiunto e la vittoria dei sì al referendum è stata schiacciante.
Dopo questo risultato la maggioranza di governo e Berlusconi dovrebbero considerare più seriamente i bisogni, le aspettative e i problemi della cittadinanza di ogni regione d'Italia.
Una maggiore responsabilità alle urne è stata resa possibile probabilmente dalla stragrande partecipazione in rete, la quale ha sostituito la mancanza d'informazione che le televisioni non hanno saputo dare. Da molto tempo, ormai, le notizie dei tg e dei network non sono in grado di soddisfare la necessità di una informazione pluralista e completa limitandosi a raccontare fatti di cronaca, sport, gossip.
Nonstante si lamenti insoddisfazione per le televisioni, non si nota ormai più la differenza tra le emittenti di Mediaset e la televisione pubblica avendo, di fatto, un solo “proprietario”. Rai 3 riesce ancora a distinguersi tra le altre; Rai 2 ha sempre voluto allontanare il programma di Michele Santoro; Report di Milena Gabanelli e Ballarò di Giovanni Floris non sono stati privi di critiche e di polemiche. Che tempo che fa di Fabio Fazio probabilmente non tornerà nelle reti Rai così come Annozero di Santoro.
La Rai perderà ,così, degli ascolti notevoli che andranno ad impoverire il patrimonio mediatico della televisione cosidetta pubblica.
Questa vittoria referendaria, insieme a quella delle amministrative, può essere determinante per altre responsabilità politiche; purchè vi sia una opposizione in grado di saper gestire questo importante messaggio dei cittadini italiani, i quali sono stanchi di promesse mai mantenute ma sono altrettanto stanchi di non riconoscere nell'opposizione uno schieramento decisivo e coraggioso per contrastare la destra e determinarne il peso politico .
Il Pd resta ancora il secondo partito dopo il Pdl. Questo può essere il momento per riscattare l'inerzia che lo ha distinto in questi anni e riaccreditarsi la fiducia dei suoi elettori.
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
