Continua l'allarme – sia nei giornali stampati che in quelli online – per la situazione ungherese.
A Bruxelles il primo ministro Orban sembra sia un peso di cui liberarsi. Come per Berlusconi è vivido l'interesse di scaricare un personaggio scomodo e fuori dalla zona euro. Ma la cosa non sembra di così facile soluzione: Fidesz – il partito di Orban – ha la netta e solida maggioranza.
Il Parlamento europeo auspica una maggiore flessibilità del capo del Governo ungherese avvertendolo di ammorbidire la sua linea riguardo la riforma della Banca centrale e sulla pensione dei giudici.
Ma gli ostacoli non si fermano qui. Il popolo ungherese è sul piede di guerra per l'estremo autoritarismo che questo Governo impone alla Nazione portandola ad uno stato di estrema difficoltà sia sul fronte interno he su quello esterno;; oltre al rischio di essere sanzionata dall'Ue. Anche gli Stati Uniti esprimono criticità per l'attuale situazione politica – scrive il quotidiano ungherese Magyar Nemzet. Opinione condivisa dal settimanale romeno Revista22: “Il più grande errore delle cancellerie occidentali è quello di credere di poter agire con Orban come hanno fatto con Silvio Berlusconi e George Papandreou. Orban gode dell'appoggio incondizionato del presidente Pal Schmitt -Presidente dell'Ungheria, e nel 2010 è stato eletto grazie al sostegno di più del 50% degli ungheresi. La pressione esterna per far cadere Orban, ricettacolo delle frustazioni recenti e storiche degli ungheresi, può avere conseguenze ben più gravi per l'Ue, come per esempio l'ascesa del partito di estrema destra Jobbik”.
Le tensioni presenti in terra magiara sono molto simili a quelle italiane del governo precedente a questo. Silvio Berlusconi ha molte similitudini con il suo ex collega ungherese.
Fonte: Presseurop
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