Quando acquistiamo uno di quei divertenti aggeggi che passano sotto i nomi di iPhone e iPad, dovremo fare una riflessione su come vengano prodotti e soprattutto sulla pelle di chi. Non solo l’arricchimento dei padroni Usa non avviene mai “a gratis", - per quanto una figura come quella dello scomparso Steven Jobs possa suscitare simpatie, dato il suo viaggio in India e le sue esperienze psichedeliche ( si veda http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Jobs ) - ma ha sempre costi molto alti. E qui taciamo delle polemiche “tecniche" sollevate ad esempio da R.Stallman (“"Apple ha fatto in modo che la gente non sappia più quali sono le sue libertà, e se lo sa, pensa di non meritarsele" riportato da http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/07/news/stallman_jobs-22869523/ ) Dobbiamo però ricordarci, cosa spesso dimenticata anche a sinistra, che lo sviluppo industriale della Cina - paese in cui avviene la produzione della maggioranza delle apparecchiature di questo tipo - ha avuto costi umani spaventosi, e continua ad appoggiarsi sull’assoluto disprezzo di ogni diritto fondamentale. Anche il diritto alla vita è considerato secondario, di fronte alla “lunga marcia” dell’industrializzazione fine a se stessa, e al dogma della crescita economica. Ieri, il sito web del Corriere della Sera (all’indirizzo web: http://www.corriere.it/esteri/12_gennaio_11/suicidi-foxconn-fabbrica-cinesi-apple_32af2bda-3c5d-11e1-9394-8a7170c83e07.shtml ) riporta dell'ultima novità dalla famigerata fabbrica della Foxcomm di Wuhan, patria “materiale" degli aggeggi summenzionati. Questo stabilimento è già “balzato agli onori della cronaca" per essere una delle fabbriche, in assoluto, con i più alti tassi di suicidio... Gli operai, con paghe mensili di circa 245 euro, avevano chiesto un aumento...Non solo gli è stato risposto “picche”, ma sono stati posti di fronte all’alternativa “o tornare al lavoro o andarsene con una buonuscita”. Buonuscita, che a quanti hanno scelto di vivere e non di morire lì dentro, è stata persino negata...Ora, circa 300 dipendenti sono saliti sul tetto della fabbrica minacciando il suicidio di massa, se la proprietà non terrà fede quantomeno a quest’ultima promessa. Povertà, disperazione e morte: ecco l’altra faccia dell’iPhone.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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