Stabilità e monotonia

Venerdì 03 Febbraio 2012 05:47 Riccardo Fratini
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Le dichiarazioni del presidente del Consiglio Mario Monti, hanno destato perplessità e sgomento nei fiduciosi cittadini in un governo tecnico che potesse rimpiazzare con onore e dignità la passata stagione dei politici di carriera che venivano tacciati – a ragion veduta – di incompetenza, arroganza e troppa leggerezza.

Il posto fisso monotono e l'art. 18 pericoloso, sono frasi che si aggiungono alle precedenti dichiarazioni incomprensibili che nell'arco di alcune stagioni hanno collezionato una grave mancanza di rispetto per le persone e per i valori che una società deve mantenere alti.

Dai bamboccioni alla peggiore Italia che si ravvede nei precari; dagli sfigati dei laureati over 28enni alla monotonia della sicurezza, sembra evidente che i concetti di valore di questi personaggi sia mantenere alta la disperazione di un popolo che è allo stremo della sopportazione ma che ancora non ha deciso di indignarsi adeguatamente con proteste seppur civili determinate comunque a pretendere giustizia.

Il grave assenteismo alle urne di questi ultimi anni, ha determinato il sopravvento di una politica senza politica, di politici incapaci di fare i politici; ha dato loro ragione con l'assenza di voto che viceversa avrebbe potuto e dovuto bloccarli sul nascere.

L'indifferenza generalizzata alla politica ha portato, in questi ultimi anni, ad assorbire tutto ciò che è susseguito nel tempo : dalla delusione avvenuta per “mani pulite” all'era berlusconiana, il disinteresse, giustificabile ma non giustificato, ha lasciato crescere il caos che poi non ha avuto più controllo espandendo una classe dirigente sempre più incompetente ed egoista. A tal punto che, non essendo più credibile, ha dovuto lasciare il posto ad un quadro tecnico – peraltro non valutato dai cittadini – anch'esso a rischio di delusione.

E' certamente prematuro dare un giudizio nel merito, ma frasi e atteggiamenti di questi ultimi eventi non lasciano ben sperare. E' evidente il grave distacco per una realtà di sofferenza della popolazione e dei lavoratori e delle famiglie dei lavoratori che non avendo più un lavoro o mantenendolo nella precarietà o con la cassa integrazione o nella ricerca affannata di un altro posto di lavoro una volta licenziati in età ormai avanzata, tiene alta solo l'insicurezza.

La mancanza di un futuro per i giovani nella certezza di non avere un lavoro, e nemmeno una pensione, l'estrema difficoltà di ritrovare un occupazione per un cinquantenne licenziato, non portano certamente ad una stabilità.

Dove manca stabilità, occupazione, sicurezza manca potere d'acquisto, mancano le credenziali necessarie per restare nel mercato attivo. Insorge la morte civile di un essere umano dove le speranze non esistono più. Resta soltanto la certezza del nulla.

Un governo di professori dovrebbe conoscere gli aspetti della vita. Non solo quella facile e onerosa dei suoi componenti ma anche e soprattutto quella faticosa e umile delle persone meno abbienti. Comprendere queste difficoltà specialmente in una crisi finanziaria mondiale di questa portata, sarebbe già un buon inizio per evitare ulteriori delusioni.

Questo Governo, ha avuto la credibilità europea ma dovrebbe anche preoccuparsi di mantenerla tra gli italiani.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Febbraio 2012 15:37 )