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Un Forum dei diritti umani libero

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Il primo Forum sui diritti Umani è stato svolto presso l'Università degli Studi di Firenze - Facoltà di Lettere - nel 1996 sotto l'egidia delle iniziative di FirenzEstate (Comune di Firenze Quartiere 2) gestito da Unocultura. E' nato nel contesto e con l'intento di mettere insieme, in una prospettiva comune, alcuni movimenti, associazioni ed enti pubblici verso una azione comune per dibattere e trovare nuove metodologie unitarie tra la culturale e gli eventi di piazza. Purtroppo da parte del Comune di Firenze non è stata colta questa sensibilità quindi questo secondo Forum si Diritti Umani è nato in maniera autonoma ed indipendente. Ancora una volta si è svolto a Firenze una nuova espressione che è parte di un percorso che sicuramente innovativo e che proseguirà verso altre tappe. Se da un lato si possono individuare dei punti di contatto con varie realtà, molte sono state le associazioni che hanno contribuito alla sua riuscita, con la loro capacità per i temi messi in evidenza dalla carta dei diritti.
E' cammino importante che è proseguito, fin dal 1996, una nuova impostazione per dialogare con e tra i giovani,  che ci ha permesso di creare prospettive e analisi - come punto di riferimento - per mettersi in contatto tra circoli di studio e allargare le conoscenze con realtà di lotta ed esperienze di movimenti che spesso non riescono a collegarsi e dialogare tra loro, finalmente una metodologia che ha creato un tratto unificante.
Durante questo appuntamento sono state esposte problematiche e creati eventi che hanno come tratto comune l'aver posto in luce l'esistenza di tematiche poco affrontate nel nostro Paese. I giovani studenti e lavoratori sono il tessuto vitale della nostra attuale società, fatto di attività quotidiane e lotte contro i pregiudizi, il razzismo, l'inquinamento e basate su logiche nettamente in contrasto con quelle dominanti  e che posso esser convogliate per costituire un nuovo progetto alternativo, libero da interessi politici di potere dominante.  Una valida sperimentazione di ricerca che contrasta con le iniziative correnti, in queste due settimane di confronto è stato sviluppato un intenso dibattito, coinvolgendo di volta in volta, con curiose iniziative, varie realtà territoriali, mettendo in campo le diverse esperienze e unendole anche l'ambiente. Il commercio equo e solidale, i movimenti, gli ecovillaggi  e la difesa e la riconquista dei beni comuni sono stati affrontati e attraverso la produzione di video e arte sono stati uniti  i saperi maturati nei luoghi della ricerca ed all'interno delle stesse. L'Università come campo ha seminato e riunificato le esperienze e parlare dei beni comuni con nuove pratiche per una nuova stagione dove potersi riappropriare della parola attraverso le pratiche della partecipazione. Una serie di  incontri per dare voce e rappresentanza all'associazionismo volontario  che vive ed opera parallelamente ad un associazionismo operante e costruito per ingabbiare. La volontà espressa è costruire archivi della memoria e dar voce alla rappresentanze delle realtà diffuse che altrimenti andrebbero disperse.

"L'Università come centro di libero scambio è importante, bisogna riappropriarsi degli spazi che non sono solo luogo dei saperi "alti" ma anche luoghi di conoscenza e di rinascita intellettuale e di ribellione come negli anni settanta. L'Università è stata scelta per permettere all'associazionismo di salire in cattedra e fare in modo che i professori scendano dalla cattedra".

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Febbraio 2012 10:48 )  

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