"Alle grida strazianti e dolenti
di una folla che pan domandava,
il feroce monarchico Bava
gli affamati col piombo sfamò.
Questa strofa di una canzone socialista della fine dell'800, mi è tornata in mente quando si è iniziato a parlare di usare l'esercito per la sicurezza.E' proprio in nome della sicurezza, della civiltà, delle istituzioni che Bava Beccaris fece sparare sulla folla, fece caricare alla sciabola i manifestanti, lasciando almeno 80 morti sul terreno.
Ed è in nome della civiltà, delle istituzioni e della sicurezza che Umberto (Re buono e consorte della Regina della pizza, Margherita) gli assegno' medaglie, croci d'onore (e per buona misura il titolo di senatore) per aver fatto fuori 80 dei suoi devoti sudditi.
Cerchiamo di intenderci: non suggerisco che ci sia un novello Bava Beccaris, ma questo continuo pensare di ricorrere all'esercito che si tratti di spazzatura, ordine pubblico (a quando l'esercito nelle scuole per contrastare il bullismo o negli ospedali per contrastare la mala sanità?) mi fa pensare ad uno stato incapace di organizzare civilmente i propri servizi".
Personalmente aggiungo che il confine tra l'uso improprio e l'abuso è molto labile...
Fabrizio Cucchi, DEApress
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