Credo opportuno ricordare ai lettori e alle lettrici, che tra le altre cose, nel decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri pochi giorni fa (20 Febbraio) c'è anche la preoccupante legittimazione giuridica delle famigerate ronde. I sindaci, d'intesa con i prefetti, potranno servirsi di associazioni di cittadini, con preferenza per quelle formate da ex appartenenti alle forze armate e ai corpi di polizia, al fine di mantenere il cosiddetto "ordine" e la cosiddetta "sicurezza". Si sono levate molte voci critiche, leggiamo -per esempio- quello che dice una delle dirigenti della Cgil, (secondo il sito www.rassegna.it) Vera Lamonica:"[...] rappresenta un grimaldello attraverso cui può avviarsi un percorso di privatizzazione e di messa in discussione del ruolo dello Stato, e quindi delle forze dell’ordine, in materia di sicurezza pubblica. Abbiamo già espresso in più occasioni la nostra contrarietà alle ronde, per ragioni di ordine democratico e costituzionale, ma anche per il rischio che queste finiscano per essere di intralcio al lavoro delle forze di polizia, e perché alimentano un clima sociale che nulla ha a che vedere con la necessità di costruire un vero ed efficace presidio del territorio".Inoltre, sostiene Lamonica, "non si comprendono le ragioni di necessità e urgenza che giustificano l’inserimento di questa norma in un decreto legge, se non la volontà di affermare ancora una volta una sorta di insofferenza per il normale svolgimento dell’attività parlamentare rispetto alla quale, peraltro, si attua una forzatura approvando per decreto una norma già bocciata dal Senato quale quella sul prolungamento del periodo di detenzione nei Cie per gli immigrati".Ancora più critico Alessandro Pignatiello, coordinatore dell’ufficio di segreteria del PdCI, che ha affermato:"Le ronde? Di fatto, è la resa del governo alla delinquenza. Alle richieste di maggiore sicurezza dei cittadini questo esecutivo sa rispondere solo con rozze misure propagandistiche, che oltre a non portare nessun beneficio alla causa della sicurezza, rischiano di innescare una miccia pericolosa e incontrollata sotto l’aspetto della convivenza civile. Di tutto c’è bisogno tranne che di ‘sceriffi’ che agiscono in nome e per conto dello Stato. L’impotenza, l’insipienza e la superficialità di questi governanti non fanno che generare mostruosità giuridiche e sociali a grappoli".
Spero che i/le cittadini/e riflettano...
Fabrizio Cucchi, DEApress
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