Non si sottolinea mai abbastanza la gravità dell'operato del nostro governo. Questo è poi peggiorato da un lato dalla crisi ecomonica, dall'altro dalla presenza di un'ondata di sentimenti reazionari nelle masse. Particolarmente sotto attacco il settore pubblico. Il governo Berlusconi vuole "essere d'esempio" a tutta la classe imprenditoriale, portando all'apice una stagione di odio e sopraffazione. Con "le ultime novità", tra i quali ricordiamo le nuove norme sullo sciopero nei servizi pubblici (ma anche con il disprezzo della volontà popolare dimostrato sulla questione nucleare) si accentua il carattere autoritario del'esecutivo.Pochi se ne stanno accorgendo. La cosiddeta "opposizione parlamentare" è allo sbando. Rimangono i comunisti, ormai fuori dal parlamento. Leggiamo le dichiarazioni degli esponenti dei due principali partiti comunisti; Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI:"Occorre sottolineare in rosso la data del 25 febbraio 2009. Ieri è stata la giornata dell’affondo del governo contro i diritti. Nelle stesse 24 ore sono venute alla luce in un colpo solo sia le linee-guida del disegno di legge anti-sciopero, che inaugura nel nostro Paese la stagione invereconda della lotta ‘virtuale’, che dovrebbe portare i lavoratori all’assurdità di scioperare lavorando, sia la legge-delega sull’aumento della produttività del lavoro pubblico, sulla scia della campagna contro i cosiddetti ‘fannulloni’ orchestrata dal ministro Brunetta. E’ indecente quanto sta accadendo nel nostro martoriato Paese: un governo in palese difficoltà nel gestire le conseguenze della crisi economica si scaglia con inaudita veemenza contro i lavoratori e i loro diritti conquistati in sessant’anni di lotte sindacali e sociali. Oltre il danno, poi, ci sono le beffe: sostenere che tali misure verranno adottate per favorire i diritti dei cittadini è una barzelletta che non fa nemmeno ridere. Ridimensionare il Pubblico, come di fatto sta facendo Brunetta, comporterà il taglio dei servizi erogati agli utenti. Dunque Berlusconi e soci, mentre attaccano diritti dei lavoratori colpiscono anche quelli dei cittadini. Noi comunisti lo denunciamo con il massimo vigore, ma diciamo con altrettanta forza che è incomprensibile la timidezza dell’opposizione parlamentare su quanto sta accadendo".
Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc:"Le nuove regole per gli scioperi nei servizi pubblici (sciopero virtuale per i servizi essenziali, obbligatorio un referendum consultivo preventivo) sono gravissime e inaccettabili. Si vuole portare così a compimento l'attacco al lavoro e alla democrazia alla base dell'accordo separato sulla contrattazione, si vuole distruggere l'autonomia del sindacato e la possibilità che questo ha di organizzare i lavoratori.
Queste norme raffigurano un vero tentativo, da parte del governo, di controriforma costituzionale, che viola il principio del diritto di sciopero sancito dalla Costituzione e la libertà dei cittadini. Contro provvedimenti di tal genere invitiamo tutti i sindacati alla lotta. Come Rifondazione comunista siamo pronti sin da subito alle barricate, contro un provvedimento simile."
Speriamo che la classe lavoratrice non esiti a mettere in campo un nutrito programma di lotta. Domani potrebbe essere troppo tardi per lottare.
Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc:"Le nuove regole per gli scioperi nei servizi pubblici (sciopero virtuale per i servizi essenziali, obbligatorio un referendum consultivo preventivo) sono gravissime e inaccettabili. Si vuole portare così a compimento l'attacco al lavoro e alla democrazia alla base dell'accordo separato sulla contrattazione, si vuole distruggere l'autonomia del sindacato e la possibilità che questo ha di organizzare i lavoratori.
Queste norme raffigurano un vero tentativo, da parte del governo, di controriforma costituzionale, che viola il principio del diritto di sciopero sancito dalla Costituzione e la libertà dei cittadini. Contro provvedimenti di tal genere invitiamo tutti i sindacati alla lotta. Come Rifondazione comunista siamo pronti sin da subito alle barricate, contro un provvedimento simile."
Speriamo che la classe lavoratrice non esiti a mettere in campo un nutrito programma di lotta. Domani potrebbe essere troppo tardi per lottare.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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