In tutto il mondo ci sono circa 250.000 bambini soldato. Per bambini soldato si intende un minore di 18 anni, sia maschio che femmina, che è componente effettivo presso un gruppo politico armato. Attualmente sono circa 40 i Paesi del mondo in cui vengono impiegati bambini per combattere: Africa, America Latina e Medio Oriente in primis (ma non solo). Oltre alla brutalità del fatto in se, non bisogna dimenticare come vengono arruolati i bambini: spesso orfani di guerra, vengono prelevati a forza dal loro villaggio e addestrati come bestie per diventare delle perfette macchine assassine senza scrupoli. I bambini vengono usati, o come soldati veri e propri, cioè “fucile in mano e sparare al nemico”, oppure vengono impiegati come scudi umani, vengono obbligati a piazzare mine anti-uomo, addestrati come spie o impiegati come esche. Le bambine invece hanno un ruolo un po' differente, anche se possono avere le stesse mansioni dei coetanei maschi. Le femmine sono usate più a scopo sessuale, subiscono cioè ripetuti abusi atti a soddisfare i bisogni sessuali dei soldati. Spesso contraggono il virus dell'HIV e il rischio di rimanere incinte è altissimo; inoltre la vergogna di portare in grembo il seme di un soldato è troppo grande, cosi molte giovani madri non tornano a loro villaggio (se mai ne avessero la possibilità), ma rimangono “volontariamente” nel gruppo armato. Le conseguenze che subisce un bambino negli anni a venire sono disastrose; dalle malattie fisiche ai disagi psicologici. Denutrizione e AIDS, e il difficilissimo (sempre se possibile) reinserimento in una vita normale; dopo le atrocità viste e fatte, incubi e panico diventano dei tristi compagni indelebili. Tanti vedono nel suicidio l'unica via d'uscita.
Gran parte di questo problema si deve al fatto che il concetto stesso di guerra è cambiato: non ci sono più conflitti armati tra Stati, ma ci sono crisi interne in cui gruppi politici e religiosi si affrontano. Il ruolo dei bambini diventa cosi fondamentale: usano senza problemi le armi (chiunque oggi è in grado di maneggiare un'arma leggera), sono facilmente indottrinabili, si ribellano di meno e ubbidiscono di più. Ma soprattutto i bambini non vengono pagati come i soldati adulti e se muoiono è facile trovare un sostituto.
La maggior parte di noi ha solo sentito parlare della guerra, pochi l'hanno vissuta sulla loro pelle. Ma questi pochi, per lo più i nostri nonni, descrivono la guerra come un evento catastrofico in cui le persone sono pronte a perdere l'unica cosa che veramente possiedono, la loro vita, per ideali spesso malsani. Proviamo a pensare che i nostri figli possano provare direttamente su di loro la violenza della guerra, la crudeltà di altre persone pronte a uccidere il prossimo per delle parole vuote e avremmo cosi una piccolissima idea di quello che succede al di fuori del nostro benessere.
MatteoGhetta
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