Clandestini? No, grazie

Lunedì 23 Novembre 2009 20:24 Riccardo Fratini
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E’ notizia di oggi la decisione di un Comune nel Mantovano di denunciare i clandestini.Che l’Italia stia diventando, o forse lo è già diventato, un paese xenofobo lo si può capire ormai da vari anni ovvero  da quando sono iniziati a venire in Italia flotte di immigrati in cerca di migliori realtà illudendosi di trovare chissà quali opportunità; certamente  migliori rispetto ai Paesi di origine dove fame, povertà, guerre sono di casa.  L’Italia può affermarsi un Paese ricco nonostante le varie crisi e i salari ridotti ai minimi termini dove il potere di acquisto è sempre stato sofferente e attualmente pressochè inesistente, ma il trovarsi di fronte migliaia di estranei che cerchino di pretendere lavoro e case quando non ce ne sono a sufficienza per i residenti, questo porta ad atteggiamenti di rivalsa, rabbia e repulsione.Dimentichi che gli estranei sono prima di tutto persone e quindi spettanti di tutti i diritti civili, la reazione che debbano tornarsene a casa loro – quando poi parte dei clandestini delinque e non è rispettoso delle leggi dei Paesi ospitanti – viene fin troppo facile.Il concetto di aiutare i Paesi in via di sviluppo per logica sarebbe la migliore soluzione se impostata a livello mondiale ed a occuparsene fossero UE, ONU, FAO. Risulterebbe poi fisiologico adattarsi a queste decisioni anche per quei Paesi rimasti restii ad un concetto di eguaglianza. Evidentemente aiutare i Paesi invece di immettere masse di carne al macero da distribuire a maggiori sofferenze e disperazioni resta un elemento di priorità  dovuto perlopiù a connivenze con il malaffare e la criminalità.Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha usato un linguaggio fortemente espressivo riguardo ai razzisti locali: forse quella espressione dovrebbe essere estesa a tutte quelle organizzazioni, amministrazioni, poteri  che blaterano rimanendo colpevolmente spettatori.

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