Il 7 novembre 2009 il treno Neviskij espress ha subito un attacco terroristico nel tratto Mosca- S. Pietroburgo. Il bilancio delle vittime è di 39 morti, 95 feriti e 19 dispersi.
Si è propensi ad avvallare maggiori attendibilità alla pista causica: matrice del terrorismo islamico indipendentista legata all'instabilità di altre repubbliche del Caucaso russo contro il potere di Mosca.
Il settimanale Internazionale teme il rischio che i colpevoli dell'attacco sarà difficile trovarli a causa della corruzione delle forze di sicurezza spesso complici dei terroristi.
Si lamenta, da parte della cittadinanza russa, scarsa collaborazione motivata dalla paura verso gli apparati di sicurezza ed il sospetto che questi possano essere collusi con i terroristi. Troppe circostanze sono tenute nascoste. Nell'eventualità - si legge nel servizio - che in futuro le indagini prendano altre direzioni è temuto che alle Autorità manchi il coraggio a sostenere cambiamenti del genere.
L'inchiesta di questo attentato ha subito, nel processo, silenzi ed omissioni: l'opinione pubblica non ha mai potuto sapere le dinamiche e i motivi dell'attacco terroristico. Altre piste inizialmente emerse sono state sottovalutate e quindi non approfondite dalle Autorità competenti.
Sono ormai anni che non sono mai state scoperte organizzazioni terroristiche importanti; il sospetto della corruzione è forte.
Omertà e corruttele si temono anche per l'omicidio di Anna Politikovskaja ancora rimasto senza colpevoli; a tre anni dalla sua morte ancora non ci sono novità sostanziali nell'inchiesta dalla quale sembra doversi ripetere il processo.
L'opinione che il settimanale riporta sull'attentato al treno, osserva che è il primo attentato terroristico importante, fuori dai confini del Caucaso, commeso da quando il Presidente russo Dimitrij Medvedev è al comando.
E' opinione del politologo Aleksej Mekarakin che si arrivi ad un clima di maggiore trasparenza: il Presidente russo ha subito convocato una riunione con la richiesta di essere messo personalmente al corrente delle novita delle indagini in corso; l'incontro del Presidente Medvedev è stato trasmesso in TV fornendo pubblicamente indicazioni sia al Ministro delli'Interno sia al Direttore dei servizi segreti.
E' auspicabile che la politica russa inizi a dare esempio di sostanziale trasparenza e volontà dei politici e delle Autorità competenti ad essere in sintonia con la popolazione già troppo sofferente per le ingiustizie subite.
Troppi sono i diritti umani violati in quel territorio che in passato era denominato Unione Sovietica.
E' ora che i residui di quel ricordo cessino di esistere dando vita adf una nuova e rinnovata gestione dove valori umani, trasparenza, pace possano finalmente trionfare!
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