Sapere e democrazia

Mercoledì 03 Novembre 2010 17:48 Riccardo Fratini
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Una crisi più dannosa della recessione economica-finanziaria  2008, più silenziosa e più letale perché attenta al futuro della democrazia, è la crisi mondiale dell’istruzione.

Il numero870 di Internazionale, spiega come nei cambiamenti radicali in corso nell’insegnamento questo aspetto sia pericolosamente presente in ogni forma e in quasi tutti i Paesi. Molti di questi, attirati dal profitto, formano i loro sistemi scolastici escludendo i saperi indispensabili a mantenere viva la democrazia.

I pesanti tagli degli studi umanistici nell’istruzione primaria, secondaria e in quella universitaria in quasi tutti i Paesi del mondo, tendono a produrre generazioni di macchine docili, utili e tecnicamente qualificate invece di cittadini a pieno titolo, in grado di pensare da soli, mettere in discussioni le consuetudini e comprendere le sofferenze e i successi degli altri.

In un momento in cui gli Stati devono eliminare il superfluo – si legge nell’articolo della filosofa Martha C. Nussbaum in The Times Liberaty Supplement, riportato da Intenazionale – per rimanere competitivi sul mercato globale, le lettere e le arti – considerate accessori dai politici – stanno rapidamente sparendo dai programmi di studio, dalle menti e dai cuori di genitori e studenti. E anche quelli che potremmo definire gli aspetti umanistici della scienza – prosegue l’Autrice – e delle scienze sociali,l’aspetto creativo e inventivo e il pensiero critico rigoroso stanno passando in secondo piano perché si preferisce inseguire il profitto a breve termine garantito da conoscenze pratiche adatte a questo scopo.

Sembriamo aver dimenticato – prosegue la scrittrice – le capacità di pensiero e immaginazione che ci rendono umani, e ci permettono di avere relazioni umanamente ricche invece di semplici legami utilitaristici.

Se non siamo educati a vedere noi stessi e gli altri negli aspetti umani inseguendo le reciproche capacità  di pensiero ed emozione – conclude Martha Nussbaum – la democrazia è destinata ad entrare in crisi perché essa si basa sul rispetto e sulle attenzioni degli altri. Questi sentimenti a loro volta si basano sulla capacità di vedere le altre persone come essere umani e non come oggetti.

Il sapere è di tutti e il  suo potere sta nella grandezza della sua democrazia.

 

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