Il giornalismo mediatico ormai è in concorrenza con quello cartaceo e per molti versi lo supera.
WikiLeaks può definirsi giornalismo mediatico? Sembra più una rete di spionaggio allo scopo di smascherare le malefatte dei poteri forti.
Di sicuro da quando Julian Assange ha iniziato questa avventura non ha avuto vita facile.
La Corte suprema della Svezia - riferisce "La Repubblica" di oggi - ha respinto la richiesta dei legali di Assange riguardo l'appello contro il mandato di arresto per stupro nei suoi confronti.
A Londra Scotland Yard sa dov'è ma rinvia l'arresto. Mark Stephens, l'avvocato inglese di Assange dichiara: " La polizia e gli inquirenti hanno avuto contatti con lui e i servizi di sicurezza di numerosi paesi inclusi Gran Bretagne e Stati Uniti sanno esattamente dov'è". E aggiunge: "Diversi Stati si sono offerti di dargli asilo politico, ma Julian non ha intenzione di muoversi".
Indiscrezioni lasciano capire che il fondatore di WikiLeaks si trovi a Londra o comunque nel sud-est dell'Inghilterra.
La sua ultima apparizione - si legge nel quotidiano "La Repubblica" - risale a domenica scorsa il giorno della pubblicazione dei primi rapporti riservati delle ambasciate americane nel mondo. In "Repubblica" si legge anche una dichiarazione del quotidiano della Germania "Neue Westfaelische" il quale scrive che WikiLeaks è finanziato da una Fondazione tedesca; con quel denaro siè potuto pagare le spese di gestione.
IL mondo intero è sotto pressione dagli attacchi di WikiLeaks diretti ai poteri forti. Tutti i governi sono preoccupati delle informazioni che potranno essere pubblicate.
Sembra che il prossimo bersaglio siano le principali banche americane. Forse ci sarà una spiegazione o la motivazione dell'attuale crisi internazionale? Wall Street è in pericolo?
Forse l'intero sistema capitalistico è ai ferri corti!
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