Teatro: Tre sorelle

Venerdì 02 Novembre 2007 05:13 Giulio Gori
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Tre sorelle

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Roberto Salemi e Alice Torriani nel quarto atto

Il Teatro di Roma presenta ‘Tre sorelle’ di Anton Cechov. Con Roberto Baldassari, Paolo Calabresi, Claudia Coli, Milutin Dapcevic, Angelo Di Genio, Miro Landoni, Mauro Malinverno, Laura Pasetti, Sergio Romano, Bruna Rossi, Roberto Salemi, Renato Scarpa, Alice Torriani, Barbara Valmorin. Scene e costumi di Maurizio Balò. Luci di Gigi Saccomandi. Regia di Massimo Castri.

Olga, Maša e Irina Prozorov vivono in una cittadina della provincia russa. Nate a Mosca, sognano il ritorno nella città natale e soprattutto ambiscono a storie d’amore appaganti. Ma la grigia provincia riserva loro poche sorprese e molte disillusioni.
”Tre sorelle” è il bellissimo testo teatrale di uno dei grandi della letteratura russa dell’ottocento. E’ il racconto universale e intramontabile dell’anelito alla felicità sopraffatto dal disincanto della vita. E’ la storia della volontà di cambiamento, ma dell’assenza del coraggio di cambiamento. E’ il nihilismo della rassegnazione; è un racconto di solitudine e di male di vivere: “Qui conosci tutti, tutti ti conoscono e ti senti un estraneo”. Il positivismo del colonnello Veršinin, che parla di magnifiche sorti e progressive dell’umanità, è tanto più amaro in quanto destinato soltanto alle generazioni dei secoli a venire.
“Tre sorelle” non è soltanto un dramma esistenziale, è anche uno spaccato della società borghese, con il velo di perbenismo squarciato dalla volgarità, dal rancore, dall’isteria.
La compagnia guidata da Massimo Castri si muove con quasi assoluto rispetto dei quattro atti di Cechov. C’è molta cura dei particolari, con una lodevole attenzione alla mimica, che si affianca ai dialoghi, rendendoli talvolta secondari sulla scena. Ottima la scarna scenografia di Maurizio Balò, con metafore cariche di un garbato sadismo, come le valigie sempre in mano ai protagonisti, pronti a partire, eppure sempre immobili; o come le sedie riposte sopra il tavolo, a rappresentare il clima di smobilitazione e di fallimento del quarto atto. Ammirevole inoltre la scelta, coraggiosa per i nostri tempi, di rispettare le pause e le lunghe attese del testo, con l’obiettivo, riuscito, di amplificare il clima di angoscia e la cappa di mestizia del racconto.
Ma manca la magia. Se si eccettuano le prove convincenti di Laura Pasetti e Paolo Calabresi, il resto della compagnia, pur non fallendo, non brilla. Tutto è perfetto, tutto è ineccepibile, ma manca la passione.

Al Teatro della Pergola fino a domenica 4 novembre 2007

Giulio Gori - DEA

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 02 Novembre 2007 05:14 )