Non si parla d'altro: vista la crisi di governo, da oggi 1 Ottobre 2013, l'iva aumenterà del 21 al 22%.
In parole povere ogni famiglia pagherà circa dai 200 ai 300 euro in più all'anno. Beni come computer, birra, vino, tv, benzina, sono tutti soggetti a rincaro. Soltanto i beni di prima necessità, fra cui pane, carne e latte, non dovrebbero essere soggetti a tale aumento; anche se, come riflesso del rincaro dei trasporti, potrebbero subirne uno anch'essi.
Grandi gruppi, come ikea ed Esselunga, hanno promesso ad i loro consumatori che faranno il possibile per assorbire l'aumento dell'iva senza incidere in nessun modo con un aumento di prezzi.
Il rialzo dell'imposta appena scattato è già il secondo di un punto nel giro di due anni; l'aliquota infatti era già salita nel 2011 (in pieno governo Berlusconi) dal 20 al 21%.

I registratori di cassa dei commercianti dovranno emettere fatture fiscali con la nuova modifica dell'aliquota iva. Per gli scontrini e le ricevute, per quanto riguarda i loro registri (dove appunto vengono registrate le loro operazioni giornaliere), è stata creata un'apposita colonnina, riservata all'aliquota iva del 22%.
Estetiste, parrucchieri, barbieri: l'iva colpirà anche loro. I beni secondari e la cura di se stessi, sono “svaghi” sempre più costosi e sempre meno piacevoli.
Sara Pasquinucci
http://www.leggioggi.it/2013/09/30/aumento-iva-ecco-cosa-succcede-da-domani-con-aliquota-al-22/
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