Riccardo Magherini: uno di noi

Lunedì 28 Aprile 2014 07:40 luca grillandini
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Ha chiesto "Aiuto"! Riccardo Magherini prima di essere immobilizzato ha chiesto aiuto.
Torniamo indietro nel tempo, nelle poche ore precedenti alla sua morte. Riccardo esplode in una corsa contro "qualcuno o qualcosa". Una corsa di paura vera o presunta.....una corsa piena di rabbia e terrore. Una corsa dove.... Invece essere aiutato ha trovato la morte. Non voglio indagare come e perché, c' è un video e tante persone che hanno visto dalla finestra, proviamo a immaginare l'accaduto..

 

 

 

Cosa successe nella notte tra il 2 e il 3 marzo?

 


Siamo in Borgo San Frediano, un rione di Firenze. Il Borgo rionale a Firenze non esiste più, la politica degli investimenti sul turismo ha spazzato via tutto, sia le botteghe artigiane che gli abitanti che vivevano di piccole cose. Ora nelle notti di estate e inverno, l’Oltrarno si trasforma in luogo di lusso oppure ghetto; la chiesa e il convento stanno lì come testimoni del tempo lontanto. Per i giovani di sempre Santo Spirito resta il luogo dello svago, per i fiorentini la  notte d'oltrarno rappresenta un respiro di colettività. U

na vita tra l'una e l'altra riva del fiume vissuta con contrasti ma con usi e consuetudini simili.

Era notte fonda e i negozi stavano chiudendo.... Riccardo, ex calciatore, un uomo ben piazzato, dopo aver cenato in pizzeria, immerso nel suoi problemi, entra in stato di agitazione e inizia la sua paranoia con una immaginaria paura. Corre, corre e cerca un cellulare per chiamare qualcuno. Trova un cellulare di un cameriere....lo vede e lo prende,...sfonda una porta a vetri di un negozio ancora aperto...continua ad avere paura. Paura della morte che lo rincorre.....entra nella macchina di una donna. 

Continua la sua corsa verso l'angoscia. La donna lo vede visibilmente alterato ma non pericoloso. Ricomincia a vagare, rincorso da "un alito" dietro di lui che vuole ucciderlo. Qualcuno chiama il 112, arriva una volante di carabinieri con quattro "ben piazzati" che lo immobilizzano. Ora Riccardo è a faccia in giù, con non un solo nemico, ma più di uno che gli stanno sul corpo...Questa è una "azione di contenimento". Qualcuno urla, la tensione è alta. Molti guardano dagli "scurini semichiusi".
Ammanettato a pancia in giù. Riccardo continua a chiedere aiuto fino a quando la sua forza si esaurisce e lui si spegne...I carabinieri chiamano il 118 senza spiegare l'accaduto e forse arrivano troppo tardi...... nessuno può più far niente.

Una storia che si ripete: Dax ne è l'esempio. Insieme a lui ricordiamo Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Federico Aldrovandi e Michele Ferulli.....e tanti altri ancora.

Il 25 aprile il fratello di Riccardo Magherini ha spiegato a molti giovani che manifestavano come si può morire per "un niente".....E' forse colpevole "il disagio"? E' forse colpevole il "perbenismo"? E' forse colpevole "la società". Chi è il colpevole? Riccardo è morto non per "omissione di soccorso" ma per "intervento brutale".

Questa è la storia verosimile di quello che potrebbe accadere in una notte qualunque ad ognuno di noi!

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 28 Aprile 2014 12:59 )